The Grudge Sony pictures/emule Dallavvento di the Blair Witch Project qualcosa nel cinema di mainstream è cambiato. Gli studios si sono ricreduti sul fatto di utilizzare dispendiose risorse economiche per incredibili effetti speciali. Si sono accorti che per mettere paura bastano quattro soldi ed un abile montaggio per fa immaginare e mai mostrare levento pauroso. Maestri in questo stile sono i Nipponici, sicché, da qualche anno a questa parte, siamo costretti a sorbirci il peggio della produzione del sol levante (coverizzata dai mangia hamburger). Era questo il caso di the Ring che vanta anche un remake hollywoodiano, pessimo quasi quanto loriginale. Bene, oggi è il turno di the Grudge, un filmettino guidato dal giapponese Takashi Shimizu e pensato direttamente per il mercato occidentale (utilizzando comunque molte componenti del cinema nipponico, un nippocinema light, per occidentali). A far sì che il pubblico stolto sinteressi un minimo al film cè il nome dellattricetta americana di turno, Sarah Michelle Gellar, molto in voga recentemente grazie al serial/polpettone di vampiri teenager Buffy. La trama è scontata e non oso soffermarmi oltre. Le trovate paurose che dovrebbero far sì che il pubblico alluscita del cinema esclami accidenti è un film di paura! sono poche, ovvie anche loro e mal distribuite lungo la durata del film. Insomma un film da evitare come la peste che può piacervi solo se siete dei fans sfegatati di Buffy e volete vederla in una prestazione inespressiva come solo Russel Crowe ne Il Gladiatore era riuscito finora a regalarci… ma lì, almeno, cerano tonnellate di effetti speciali. !
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