14 marzo 2016

Amare Cerque Street Art cancellata a Matelica

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Amare Cerque Street Art cancellata a Matelica

In questi giorni in cui si parla di Blu lo Street Artist Marchigiano che cancella le sue opere a Bologna. Nel disinteresse generale in attesa della Tirreno Adriatica, Matelica perde un opera d’arte pubblIcaro.

All’interno di Palazzo Ottoni viene cancellato dal comune un “murales su vetrate” del collettivo di artisti Coloro del Colore. Amare Cerque, questo il nome dell opera, era una serie di enormi pitture simboliche realizzate con colori naturali. L’opera, costata molte ore di lavoro (circa 4 giorni) dove gli artisti hanno lavorato a carattere completamente gratuito senza alcun rimborso.
Il tema è stato pensato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia della natura e del territorio portando l’attenzione riguardo l’abbattimento di SEI querce secolari in via Sainale proprio a Matelica e tagliate qualche settimana prima dell’intervento pittorico. Il dipinto è detto simpaticamente “vetrales” essendo un murales su vetro ed è stato realizzato su SEI grandi vetrate di Palazzo Ottoni che dà sulla piazza principale della città.

Coloro del Colore è un collettivo di vari artisti a questo progetto in particolare hanno lavorato: Allegra Corbo, Diana Eugeni, Ugo NooZ Torresi, Maria Maiolati, Alec Maginarium, Giulia Serritelli.

Il nome Amare Cerque è un bel gioco di parole sul fatto accaduto ed inoltre un illusione ottica in quanto la parola Cerqua (dialettale di quercia) scritta su vetro si poteva leggere Amare dall’altra parte del vetro. Queste enormi querce vengano abbattute dinuovo cadendo a terra senza far alcun rumore.

Per rivedere altre info vi rimando al mio post di quando l’abbiamo fatto QUI.

 

Articoli che parlano di questo fattaccio:
Vivere Camerino, ansa.it , il resto del carlino

Infondo queste querce cadendo non hanno fatto nessun rumore, si mette tutto a tacere con frasi di circostanza… rimangono i ricordi delle cose che non ci sono più. Certo il mondo è pieno di street art e di alberi pure ce ne sono tanti.

Si continuerà ad ignorare tutto come se nulla ci riguardasse. Circondati di parole belle come eccellenza, cultura, arte e sostenibilità. Ma cosa speravamo di fare? Certamente dei semi son caduti in terra e prima o poi quamdo meno te l’aspetti risorgeranno dal cemento.