questi articoli vengono inseriti per la prima volta online a dicembre 2007
e sono presi dal’archivio storico di musicclub
Scaramouche “s/t” emi -
ok, già riprendere a scrivere dopo una lunga pausa è cosa alquanto ardua… decidere poi d’inserire nel lettore qualcosa che non si ha voglia d’ascoltare!…beh, questo potrebbe essere un bel disco, ma, come detto in passato, l’ottimismo riguardo alle nuove proposte cala rovinosamente al pian terreno come un suicida. Scaramouche è un prodotto di major, l’ennesimo cantautore alla Cappossela… ho detto tutto. Mi chiedo come mai le case discografiche investano solo ora su questo tipo di cantautori, avrebbero dovuto farlo qualche anno fa, quando c’era il boom… ora credo si faccia la stessa fatica che si può fare a promuovere via major qualcosa di effettivamente alternativo. Alternativo. Alternativo. Alternativo… come cambia il senso di una parola negli anni. Oggi qualcuno vuole far credere ai ragazzini che i finley sono alternativi perché suonano la chitarra. Vogliono far credere che l’hiphop non verrà mai più considerato “quella roba sfigata da negri”. Al negozio di dischi la cosa più vagamente interessante che trovi è Shakira… e se ti va bene questo Scaramouche , ma anche Fossati e Capossela… perché qualcuno dovrebbe scegliere questo? È un buon disco, ok. Ma è anche difficile fare un disco di merda via major di questi tempi. Ma vi sembra eccessivo desiderare qualcosa che sorprenda almeno un po’ anche solo al di là delle virtù? (p.s. c’è anche la protezione anticopia… ahhahahahahahahaha ma devi ringraziare il cielo se qualcuno se lo passa via internet sto disco!)
Small hiding to disappear “terzasfera”
Apro il cd ed esclamo “cazzo, i beehive!”. Poi metto il cd in play e già da subito rimpiango l’ardito confronto. Queste cose servono a riflettere sull’attitudine punk dei beehive… cazzo, freeway menava da paura. Ahò ma che ho fatto di male per meritare questi dischi qui? Biagio Antonacci
risulta un rabbioso cantante grindmetalhardgore che abusa di growl a confronto di ‘sta roba qui. Non voglio sindacare sulla leggerezza dei testi e della musica, ci mancherebbe… quella di biagio e dei beehive è solo un presa per il culo. La realtà dei fatti è ben diversa… perché?
Anche stavolta si cerca di fare un prodotto piacione, facilmente vendibile ed armonioso. Ok, mettiamo che sia colpa mia… sì, è vero… non posso farci nulla se prenderei volentieri a sprangate tiromancino in un vicolo, infilerei un tronco di rosmarino su per il culo di Simone Cristicchi e legherei le vibrazioni sul cofano della mia panda. Un nuovo gruppo si aggiunge alla lista nera. Tutto qua.
Tecnosospiri “In confidenza” -
Apro il cd ed esclamo “cazzo, i beehive!”. Poi metto il cd in play e già da subito rimpiango l’ardito confronto. Queste cose servono a riflettere sull’attitudine punk dei beehive… cazzo, freeway menava da paura. Ahò ma che ho fatto di male per meritare questi dischi qui? Biagio Antonacci
risulta un rabbioso cantante grindmetalhardgore che abusa di growl a confronto di ‘sta roba qui. Non voglio sindacare sulla leggerezza dei testi e della musica, ci mancherebbe… quella di biagio e dei beehive è solo un presa per il culo. La realtà dei fatti è ben diversa… perché?
Anche stavolta si cerca di fare un prodotto piacione, facilmente vendibile ed armonioso. Ok, mettiamo che sia colpa mia… sì, è vero… non posso farci nulla se prenderei volentieri a sprangate tiromancino in un vicolo, infilerei un tronco di rosmarino su per il culo di Simone Cristicchi e legherei le vibrazioni sul cofano della mia panda. Un nuovo gruppo si aggiunge alla lista nera. Tutto qua.
Misero Spettacolo “tutto è un opinione” zetapromotion/venus -
Oh, bene, finalmente un disco interessante questo mese. Comunica addirittura qualcosa! Il territorio battuto è sempre quello del cantautorato pop/rock alternativo (ma non troppo). Immaginate i primi Litifiba che oltre ai Bauhaus ascoltano ‘npo’ di prog e non disdegnano un vago Bandabardoismo. Beh, il sound generale di questi qua non è male ed anche i testi non fanno cacare, e questo è importante. Misero Spettacolo ha la voglia e il potere di farsi ascoltare, desta interesse e mai noia. Anche nei momenti “bassi” (tutto ha degli alti e bassi…sempre!) il disco passa bene e riesce a non essere mai veramente noioso. Che altro dire? La struttura dei brani è fatta a regola d’arte per un prodotto pop… solitamente non apprezzo queste cose, ma stavolta mi rimane difficile essere stronzo. Bel disco, anche se per certi versi è acerbo: manca un qualcosa, infatti, che spero che il gruppo acquisisca col tempo. M’immagino questo gruppo tra un paio di dischi… C’è da vedere che strada prenderanno, io spero per il meglio… ma non serviranno consigli, basta continuare a montare corde di violino su di un vecchio contrabbasso. Sì, tutto è un’opinione… e questa è la mia.
Irony of faith Ep - C’è qualcosa che non va… sembra in controfase… ma andiamo al di là delle cose tecniche, sorvoliamole. Gli Irony of Faith sembrano i Depressive Age (ok, lo so che non li conosce nessuno… ma una volta tanto mi gustava tributarli in una recensione!). Solo 4 canzoni in questo ep; ‘Almost Morning’, il secondo brano, è piuttosto interessante per le divagazioni in esso contenute che potremmo definire “crossover” a tirar via. Anche l’ultima traccia ‘to belive is to die’ cerca di riprendere questo mood incazzoso… è una sorta di Steve Sylvester dei Death SS che canta insieme ad un supergruppo formato dai Korn e gli Slipknot che citano a loro volta altre band. Beh, tutto sommato niente di bruttissimo (ma nemmeno niente di bellissimo) per ora… ma ci fa ben sperare, almeno.
Isaia & 00Talpa “babbo natale show”
Ok, questi dovrebbero far ridere… solitamente prodotti del genere vengono dall’umbria ed invece stavolta tocca al bresciano… wow! Immaginatevi un gruppo da pub, cresciuto con pane e cover … di quelli raffinati che passano da Bob Marley a quelle cappelle dei Rolling Stones… ecco …bbrrrr… bene, aggiungete un pizzico di stanco cantautorato che vuole essere furbetto e simpaticoso.
Ironia da oratorio che a noi figli di satana non è che ci faccia ridere poi molto. Sto cercando in lungo ed in largo per il disco una canzone degna di nota… non ci riesco però. Ci dovrebbe essere almeno un pezzo che emerge, che ha una bella idea… che appena lo senti dici: aaah! carina st’idea! Invece niente… ok, allora cerchiamo l’opposto! un brano in cui mettono una cazzata talmente allucinante da meritare la citazione, almeno per riderne un po’… niente …in questo disco non c’è niente… mandate un riscrivibile la prossima volta!
Sofà “s/t” - Pianoforte, contrabbasso e batteria… trio di jazz acustico. Dei sofà non mi è dato sapere molto, credo che i fogli per la stampa siano andati persi in redazione… ok, poco male, improvvisiamo! Cinque brani di ottima fattura jazz… cazzo, veramente ottima! Alcuni passaggi riportano a Mingus, ma altri hanno una delicatezza unica che poi sfocia in frenesia tipo ‘a spasso con tecca’ che certamente non appartengono al vocabolario del buon Charlie (o almeno al modo in cui lui intendeva questi passaggi). Il sofà è un trio che crea ottime tessiture melodiche ed arrangiamenti non banali. Bisogna anche tener presente che questo è un work in progress… e si vede: copertina fatta con la getto d’inchiostro e brani che sembrano dire “ecco, qui ci va qualcosa che però adesso non posso/voglio farti sentire”. Ne voglio ancora… questo disco non deve finire qui… appena finito tocca rimettere play dall’inizio… s’è ormai impossessato del lettore cd… aiuto! Ancoraaaa, aancorraaaaaa! Dateci sotto con l’incisione di nuovo materiale, il jazz è più vivo che mai in italia!!! è un problema culturale se al posto dei sofà dobbiamo sorbirci Ligabue o Vasco… quelle merde !!!
AA.VV. “Marinaiogaio” Il marinaiogaio non è un’associazione di omosessuali marittimi, bensì un’associazione di ragazzi sessualmente confusi dediti alla musica altrettanto confusa. Il Marinaio ha base in Senigallia e muove or ora i primi passi. Pensate, cari lettori, il direttore di musicclub mi ha passato ben tre copie dello stesso cd del marinaio gaio e… e… non ne funziona una! …ok ‘ragassi’, direi che c’è qualche problema …vabbè fortunatamente conosco già abbastanza bene la scena senigalliese: nel disco ci sono i Chewingum dj più chitarrasghemba, i M.a.z.c.a. artisti dello spazio, i Dadamatto che hanno cambiato forma, i Lleroy con una carica invidiabile e gli Ogino knaus con i propri conflitti interiori ad incatenarli agli altri. Vi rimando al ‘myspace’ dei marinai www.myspace.com/marinaiogaio dove potrete ascoltare npo’ di roba… magari diventate anche amici loro! Hanno proprio bisogno di essere spronati… e di qualcuno che gli insegni a masterizzare un cazzo di cd.
Bologna violenta “N.M.”
Oltre al cd con un fottio di tracce, incartato nell’allumino da alimenti, il nulla… m’immaginavo una colonna sonora finto lounge oppure una rivisitazione stile irma di grandi successi anni settanta. Invece c’è un pazzo con una batteria elettronica mandata a palla che ci suona sopra la chitarra elettrica come fosse un gruppo death. Vabbè, alla lunga rompe i coglioni, però l’idea, anche se semplice, non è mal realizzata… puzza tutto di low-fi, che non è un male, anzi, meglio questo che le superproduzioni di metallaccio californiano. Violenza fine a se stessa, per rappresentare la bologna che ama chi le striscia sopra. Alla fine sono andato a cercarli su myspace ed “addati” come amichetti… ma com’è che su myspace suona meglio che su cd?
Rosolina Mar “before and after the dinner” wallace/audioglobe
E’ bello sapere che la wallace fa ancora dischi… cioè che vive abbastanza da far uscire dei bei dischi come questo! Insomma, dài, parliamoci chiaro, non credo che la maggior parte dei tizi indie fighetti che conoscono la wallace abbiano mai acquistato un cd della stessa (e probabilmente non hanno mai acquistato un cd in generale)… guardatevi intorno, io stesso ne conosco una decina di pouser che, per darsi un tono, si riempiono la bocca con bizzarre uscite wallace… wallace che ha tutta la mia fiducia, ma che, nonostante tutto, ha fatto le sue cazzate discografiche (non se la prenda il bravo Spino, che tanto stimo! Mi ripeto, ma la rima non potevo perderla!)… matematicamente non può essere tutt’oro quel che distorce in una vasta discografia. Questo non vale per i Rosolina Mar, il disco è bello e anche un poco pop, direi (non nell’accezione negativa). Mi sono dilungato in cazzate e non ne parlo, vabbè… loro mi piacciono e credo che ormai siano anche piuttosto famosetti anche per voi. Approfondire a livello verbale un loro disco senza dire cazzate non si può… bisogna sentirli e basta… come tanti altri prodotti che vengono semplicemente rovinati dalle parole di noi incompetenti che stiamo nascosti dietro una pagina che puzza. Andate in un negozio di dischi e chiedete se vi fanno ascoltare questo disco, questo è il miglior consiglio che posso darvi.