SANTO NIENTE “il fiore dell’agave”

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Santo Niente
“il fiore dell’agave”
blackcandy/audioglobe

Questo è il disco del mese! Il disco del mese è una di quelle cose che lasciamo alle riviste patinate di musica, così l’acquirente di quest’ultime, che sborsa 5 euro, non dovrà fare la fatica di leggere tutte le recensioni, ma si butterà a pesce sul disco del mese… il negoziante, dal canto suo, farà lo stesso e tutti vissero felici e contenti. Questo, invece, è il disco del mese per il semplice fatto che ho trascorso un mese ad ascoltarlo e perché mi piace proprio! (Se poi acquirente e negoziante leggono musicclub meglio per Santo Niente!) Si potrebbe già concludere qui, ma bisogna che mi dilunghi ancora un po’. Tempo addietro su queste pagine abbiamo parlato di “occhiali scuri al mattino”, l’EP che sanciva il ritorno in scena dei (del) Santo Niente e faceva ben sperare in un album completo… bene, eccolo qua!
Undici canzoni matrice Umberto Palazzo, nuove-nuove, con la mano del Magister ad impreziosire il tutto! Il Magister, all’anagrafe Fabio Magistrali (il mio mito personale), è un uomo che ha messo mano alle migliori incisioni italiane degli ultimi tempi… un inchino [:inkin:]! Parliamo di questo piccolo capolavoro, allora. Il fiore dell’agave inganna, può sembrare un dischetto alternative rock come ce ne sono scaffali pieni, ma così semplice non è: la scuola è sempre quella del periodo dei dischi del mulo e le influenze sono delle più variegate (pescano in un paio di decenni di rock, dark, punk, ecc… ). Sembra che il tempo non sia passato per il signor Palazzo, che cuce splendide melodie con la mano dell’esperienza ed ottimi testi, come quello di “occhiali scuri al mattino” che si presenta leggermente diversa da com’era nell’ep omonimo di cui dicevamo sopra. Ogni canzone una storia, immagini, un viaggio descritti in un italiano credibile quanto o più dell’inglese, che si sposa con le chitarre effettate, i ritmi e l’elettronica, rude ed efficace come deve essere. L’intero tenore del disco è molto alto, non ci sono cadute (questi stanno volando), si potrebbe definire come ‘nu-cantautoratorock’, ma alla fine rimane sempre e solo un ottimo disco ‘lo-fai ma non troppo’, che piacerà sicuramente agli appassionati dei suoni anni ottanta/novanta e, forse, un po’ di meno ai fighettinialternativi attuali con le pin sulla giacca senza pelucchi. Cercate questo fiore dell’agave, merita d’essere trovato/provato ed ogni brano sfogliato/spogliato per carpirne l’essenza e poi lanciarci a gran velocità… sul marciapiede a marcia indietro.
!

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