Prendimi al volo!
la via più breve per recuperare una vita sprecata
attraverso dei dischi che non necessariamente a torto potresti aver ignorato.

Rancid “life won’t wait” – (1998)
Dopo il fondamentale “…and out comes the wolves” uscì questo che passò, a torto, ignorato. La band di Armstrong (non Billy Joe, non Louis… ma Tim) prosegue la via dei Clash verso il reggae, senza sottovalutare un moderno streetpunk. C’è indubbiamente qualche momento basso, ma non così basso da pregiudicare gli ottimi alti.
Brani: Black Lung, Bloodclot, Warsaw, life won’t wait.

Devendra Banhart “rejoicing in the hands” – (2004)
La stampa modaiola e specializzata si tuffò su questo cantautore/busker folk neo-hippie e svalvolato. Se ne sei sfuggito oggi per te è un buon momento per riscoprire un disco fatto di chitarra fingerpicking e voce. Una voce particolarissima piena di vibrati e strambi modi di fare che ne hanno decretato la sua fortuna.
Brani: This Beard Is For Siobhan, Poughkeepsie, A sight to behold, Fall, Todo Los Dolores, Insect eyes.