
hey ma che fine hanno fatto le 70 hostess che tenevo in cantina?
sabato, maggio 10th, 2008
It sounds like heaven is falling
Questo mese quasi non volevo scrivere… cosa che ho già fatto il mese scorso, ad esempio, e che alcuni di voi m’hanno fatto notare… (grazie per averlo notato!). Tra tempi stretti, dischi brutti, mal di vivere, incombenze, noia, caldoefreddo, elezioni, risultati d’elezioni… ed una sana mancanza di voglia! Scorre così giorno dopo giorno, come scorrono gli anelli di una catena legata ad un’ancora che affonda… mentre la fisso: ri-smetto di fumare, vedo gli Einsturnzende Neubauten a Bologna, sopravvivo ad un etilometro (da ubriaco!), creo qualche bella illustrazione… ed infine si rifà vivo il direttor Massetti: “oh, quann’è che manni la robba?”… ed eccomi a cavallo di micro$oft word a gettare merda su un foglio… o gettare inchiostro su merda? Bah… l’hai mai annusato musicclub? Prova! E già che ci sei prova anche questo giochetto (se non lo conosci), fai girare in senso orario il tuo piede destro sollevato da terra mentre disegni nell’aria dinnanzi a te con la mano destra il numero sei… forte vero?… come cosa? Prova! Se te lo spiegavo prima potevi giocarci con gli amichetti durante la merendata del primo maggio! Il mio primo maggio è stato, ahimè, casalingo… du’ palle… e mi son sorbito, anzi, ho subìto il concerto del primo maggio e la pippa sulla sicurezza sul lavoro. Cioè, non fraintendetemi, è tutto giustissimo, ma la campagna sulla sicurezza non può essere fatta come una campagna contro la droga o la pirateria (mpfhhh-ahahahaha la pirateria! bella questa!!!). Finché si ringrazierà servilmente per un posto di lavoro e finché la paura di perdere questo posto farà accettare qualsiasi cosa alla gente ci sarà poco da fare. La distinzione è tra menti forti e deboli… o, purtroppo, menti forti costrette ad esser deboli. Non è rompendoci i coglioni a morte con la seiduesei (che abbiamo subito tutti) che si cambiano le cose! E nemmeno con i siparietti strappalacrime durante il concerto del primo maggio. Ma vuoi vedere che gli operai ce lo sanno da soli che non bisogna morire lavorando? Dillo però agli imprenditori che per il profitto uccidono! E dillo alla gente brava della televisione (tra una cronaca d’omicidio e i tre falli da dietro per Ronaldo) la differenza tra la teoria e la pratica (…e non pensare alla barzelletta di Pierino, stiamo parlando di cose serie!). Spiegagli che è un grosso sistema che non va e non va tutto l’anno… Prendi una fabbrichetta a caso… quanti sono i compromessi che la tengono in piedi? Chi ne fa le spese? E di prodotti che produce, sono sicuri? Quant’è la percentuale d’umanità? Quant’è quella di profitto disinteressato… È così carina una società fondata sul furbo sopravvivere prevaricando l’altro… E l’illusione di essere tutti “i furbi”… lo sono io e lo sei tu, lettore! Nevvero? L’essere furbo ti fa giustificare la furbizia dell’altro… ma vuoi vedere che invece siamo UNA MASSA DI COGLIONI? Ok, occhei… musica… parlare di musica! È meglio… uff …ogni tanto parto e mi faccio prendere!… mi manca una sigaretta mentre scrivo… si fottano pure le multinazionali del tabacco!… ehm… musica dicevamo… Einsturzende Neubauten live all’estragon… bravi loro, come sempre d’altronde, ma il pubblico di stronzi era insostenibile! Dovete sapere che i Neubauten, per rinfoltire oltremodo le casse, sono soliti registrare ogni live e vendere il cd della serata subito dopo il concerto. Bene, in italia questa cosa che può anche sembrar carina è una tortura! Vi spiegherò perché: prendete giovani studenti bolognesi e qualche coglione, che ha fatto pure più strada magari, ed immaginateli mentre decidono che quella sera ed in quel posto esprimeranno tutta la loro deficienza. Quale maniera migliore per farlo se non quella di urlare in ogni pausa o momento di silenzio per poi risentirlo sul cd?… che odio ‘sta gente! Quelli dietro di me poi erano i peggiori… parlavano in continuazione dei cazzi loro ed ovviamente aumentavano il volume nei momenti di quiete. L’effetto era come quando qualcuno ti sveglia da un sogno… ma varie volte però… terribile. Spero che il cd l’abbiano comprato, poi … per la cronaca, io no! Mi auguro però che un giorno questi zotici diventino appassionati della band di Blixa, così da poter godere del cd della serata a cui hanno partecipato con tutti gli uhhh e tutti gli yeah e così da capire una volta nella vita quanto sono stronzi. Metto su i Violent Femmes, non mi fumo una sigaretta, un sorso d’acqua, guardo un poco il soffitto… un giorno smetterà di fissarmi!
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sabato, maggio 10th, 2008
Prendimi al volo!
la via più breve per recuperare una vita sprecata
attraverso dei dischi che non necessariamente a torto potresti aver ignorato.

Rancid “life won’t wait” – (1998)
Dopo il fondamentale “…and out comes the wolves” uscì questo che passò, a torto, ignorato. La band di Armstrong (non Billy Joe, non Louis… ma Tim) prosegue la via dei Clash verso il reggae, senza sottovalutare un moderno streetpunk. C’è indubbiamente qualche momento basso, ma non così basso da pregiudicare gli ottimi alti.
Brani: Black Lung, Bloodclot, Warsaw, life won’t wait.

Devendra Banhart “rejoicing in the hands” – (2004)
La stampa modaiola e specializzata si tuffò su questo cantautore/busker folk neo-hippie e svalvolato. Se ne sei sfuggito oggi per te è un buon momento per riscoprire un disco fatto di chitarra fingerpicking e voce. Una voce particolarissima piena di vibrati e strambi modi di fare che ne hanno decretato la sua fortuna.
Brani: This Beard Is For Siobhan, Poughkeepsie, A sight to behold, Fall, Todo Los Dolores, Insect eyes.
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sabato, maggio 10th, 2008

Mindless Self Indulgence – If
Come esimermi dal trattare in anteprima If, il nuovo disco di questa band che seguo ormai da troppo tempo? Il disco è uscito il 28 aprile e segue cronologicamente e stilisticamente “you’ll rebel to anything” del 2005. Considerando che non sono ancora granché conosciuti e molti di voi ne leggeranno qui ora per la prima volta, mi tocca raccontare un po’ della loro storia. I Mindless Self Indulgence (autoindulgenza spensierata o sciocca per ) provengono da new york e suonano un genere che è l’emblema del crossover moderno, della contaminazione e del divertimento. Per rendervene conto date un’ occhiata al video del vecchio singolo shut me up su youtube (questo è un brano che metto molto spesso nei miei djset). La miscela che fa il sound di MSI è più o meno questa: crossover, metal, hiphop, elettronica, punk, Marilyn Manson ,videogames, drumandbass. Il tutto senza prendersi troppo sul serio con testi dalla volgarità creativa e gratuita ed armonie fondamentalmente pop. Cosa poter desiderare di più da una band nel 2008? Ed infatti la miscela è sempre questa da anni… tutto è iniziato nel 1995 ed è proseguito sino a ora senza una casa discografica dietro, if esce però per la the End records (li avete sentiti gli Sleepytime Gorilla Museum… magari dovrei parlarne… )… farà meglio di internet? Questo è comunque un buon disco con un’ottima presa e come i precedenti può creare una certa dipendenza, attenzione! È stata dura levarli dal lettore mp3… e proprio adesso che ce l’avevo fatta… questi fanno il disco nuovo!… argh! Nuovo? Come già detto c’è poco di nuovo e ricorda, o tenta di ricordare, un Frankenstein Girls Will Seem Strangely Sexy meno incazzoso (disco del 2000… il mio preferito!), ma è anche un degno successore del disco datato 2005 dal quale riprende i synth e la produzione. Per migliorare si auto-copiano in alcuni passaggi, ma è trascurabile… tanto, alla fine, i fan adoreranno anche questo cd e se qualcuno che non li conosce cerca un dischetto divertente lo ha trovato! L’unica è ascoltarlo, io ve lo consiglio, poi fate come volete!… anzi, cercatevi i due vecchi dischi che ho citato e poi fatemi sapere… poi tra qualche tempo, quando saranno famosissimi, potrete dire “io sapevo, NooZ me l’aveva detto”!
… intanto vedo di levare questo cd e passare al successivo… … …
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sabato, maggio 10th, 2008

Circo San Vito “piangere sul lato versandoIO”
In allegato al cd trovo una letterina scritta a mano: Caro musica club edizioni, ti spedisco questa mia umile opera, pur non ricordandomi nemmeno la tua pagina internet, e non ricordandomi, se i gruppi da te proposti fossero in linea con la mia umile opera cabarettista-triste-musical-speranzosanelfuturo, ma (parola incomprensibile) avava trascritto l’indirizzo e dato che la scrittura è fatta di segni ed io credo nel segno, spedisco. Spedisco sperando in un ascolto ed in un commento Grazie Paolo Frigo. In questa discoteca di bifolchi, il cell. non prende mai più di una tacca, porca puttana (napoleone bonaparte). Ecco, dunque… la parte migliore del disco è la letterina allegata. Paolo vuol risultare pazzarello e sopra le righe, ma il primo bugo e ben lontano dall’essere raggiunto (ed a me brani tipo “il cellulare è scarico” di Bugo mi piacciono pure… ). Questo è un disco straziante, che non prende mai una via di concetto… cioè, io tutta questa speranza nel futuro non ce la vedo mica! L’insulto migliore al quale mi viene da accostarli e il più vissuto e consumato vasco rossi… (e se avessi insultato tirando in gioco le loro madri forse sarei stato più delicato!) Lo so… vasco è un paragone di sopportazione…
Tags: bonaparte, Circo San Vito, commerciale, discografiche, piangere sul latte versandolo, pop, recensioni, vasco rossi, vecchipost, [Musicclub]
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sabato, maggio 10th, 2008

SweetSick “talkativeness”
Poco dopo che il cd è partito già mi si para davanti un panorama abbastanza chiaro: Hole, Ramones, Tura Satana e per finire Distillers! Uhm, oddio… magari Tura Satana (o Manhole) c’entra pocopoco, però mi piaceva citarli. I più attenti di voi avranno già capito il tipo di gruppo, con una fanciulla che canta (sotto il nome del palindromo Anna) ed urla anche incazzosa! Non sono male, molto anni novanta ed essendomi formato all’università del grunge non posso non gradire. Mi rendo conto però che nel duemilaotto risultano piuttosto anacronistici e che, nonostante i talkativeness siano un prodotto credibile, possono passare totalmente inosservati o addirittura essere tacciati di vetustà! Beh, è un peccato però! Magari dovrebbero andare incontro al futuro oppure fottersene come fanno quei bravi gruppi garage che nonostante siano troppo cattivi per i giovani d’oggi continuano incessantemente a fare quel che più apprezzano. Ai posteri l’ardua sentenza… e di questo passo so cazzi!
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sabato, maggio 10th, 2008

AnalogicoUrbano “s/t”
Secondo disco di seguito in cui il nome dell’artista si scrive tutto attaccato e la seconda parola da cui è composto inizia con la maiuscola… Inizio a credere che la pila dei dischi abbia un’ intelligenza propria e mi propone i dischi come crede io debba trattarli!… Il disco si può scaricare (spero interamente) dal sito www.analogicourbano.blogspot.com e questo è già un punto a favore per questi ragazzi di Roma, perciò, al di là del mio pensiero, potrete frustare un poco la vostra adsl e farvi un’ ideuzza tutta vostra. Il tema su cui ruota il disco è quello della città e dei movimenti che, come le pulci su di un cane, fanno gli umani: è la diretta trasposizione di un racconto breve presente all’interno del booklet del cd. Solitamente diffido di questi progetti letterari-musicali… anche stavolta credo di far bene. Il disco è un po’ troppo incerto sotto vari punti di vista: dalla registrazione, anzi, più dal mixaggio alla struttura stessa e all’interpretazione dei testi… non mi fa impazzire, così come non impazzisco per i suoni. Beh, accidenti, mi rendo conto che non c’è proprio niente di questo disco che mi piaccia! Ahimè ragazzi, sarà per la prossima.
Tags: ALT, alternative, AnalogicoUrbano “s/t”, discografiche, recensione, recensioni, vecchipost, [Musicclub]
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