hey ma che fine hanno fatto le 70 hostess che tenevo in cantina?


Archive for marzo, 2008

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Old Time Relijun at Thermos

martedì, marzo 25th, 2008

ricevo da myspace e ve lo segnalo!
perché è na cosa figa!

oldtimerelijun

a spalla ci saranno anche i Lleroy
ed i Butcher Mind Collapse di cui ho scritto proprio sul musicclub attualmente ingiro.
ingresso 7 euri

presso il Thermos di Ancona.

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saint patrick’s party

venerdì, marzo 21st, 2008

stpatrik

venerdì 21 marzo & sabato 22 marzo
presso l’ente fiera (arena barcaccia?) di civitanova (MC)

dalle 21:00 gruppi musicali, stand e birra…
da l’una di notte invece dj [NooZ] con le sue sollazzevoli selezioni
che dureranno sino allo sgombero forzato del luogo…
 

 

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italia wave marche area 11 aprile la finale

venerdì, marzo 7th, 2008

finale italia wave marche

l’11 aprile 2008 presso il mamamia di senigallia si svolgeranno
le finali regionali di Italia Wave Marche.
Sette bands saliranno sul palco.

finale Italian Wave Marche 2007-2008 
1.ore 21,30    
Soundsick
  
2.ore 21,55    
Telemark  
3.ore 22,20    
Nevroshockingiochi  
4.ore 22,45    
Violavenere  
5.ore 23,10    
Le Mani Sporche  
6.ore 23,35    
Farmacia Comunale  
7.ore 24,00    Riciclato Circo Musicale

 

a seguire i PLANETANON in concerto www.myspace.com/planetanon
(la band che è risultata vincitrice nel edizione dello scorso anno)
ed un dj set rock…

da non dimenticare che: l’ingresso sarà gratuito tutta la notte! 

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party a parte!

venerdì, marzo 7th, 2008

nooz at spark

giovedì 13 marzo mi trovate a mettere dischi presso lo spark (macerata)!
dalle 19.00 fino a chiusura!

mentre sabato 08 marzo (festa della donna) sarò come di consueto al to be or (civitanova)
iniziando attorno alle 23.00

nooz at to be or

l’8 marzo però c’è anche Vic (da urbinov russia) che suona allo spark (macerata)
con tutta la sua elettronica e technanza.

8 marzo at spark

 

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The great music journalism swindle

venerdì, marzo 7th, 2008

The great music journalism swindle

Benvenuti nella vita rockenroll! Nel totale distacco dalla realtà e in quel limbo ove regnano le cazzate riguardo a gente così sfigata da dedicarsi al suonare. Ivi regnano gli amanti della sensibilità e delle emozioni nonché del pensiero, anche del pensiero triste e più nero! Uno spaccato di vita che molti sfuggono, un posto dove il successo è nell’invenzione più pura. È il regno del fraintendimento, del dubbio, di tutto l’incalcolabile. L’abbandono all’istinto come parte più vera. Il lurido piacere personale! Magari un giorno certa musica sarà anche illegale, apre troppo le menti, fomenta le rivolte… ci piace da matti! Siamo circondati dall’appiattito, dal denaro sopra l’umanità, dal menefreghismo e da quel “sentirsi un pezzo unico e raro” come dicevano in Fight Club. La musica necessita d’interesse di studio e di frustrazione. Come ogni arte in cambio di piacere vuole un pezzo di vita. lynch davidPer capire David Lynch c’è da conoscere l’io, l’es e superio di Freud. Per apprezzare Maria De Filippi c’è da essere stronzi! Me ne fotto di dolce e gabbana e credo che se ne (si) fottano anche tra di loro… Questo è il mondo che non vuole avere paura! Il mondo delle poltrone con le TV di chi rifugge lo shock ed aspetta. Tra una partita di calcio, la birra e la macchina luccicante si aspetta, si segue la politica e le scelte sbagliate. C’è solo una certezza, il dolore arriva comunque e con lui la rinascita. Dopo ogni inverno c’è sempre la primavera. Non ci vogliono negare il dolore in sé quanto la risalita che ne sussegue. C’è chi tenta di uccidere la mezza stagione! C’è un solo modo per sfuggirne, scegliere la vita ma come?… quale via migliore se non quella dell’iniziare a scegliere? Iniziamo con scegliere la musica invece di subirla! Sarà già un piccolo passo. Morte a sanremo! Beh, Pippo Baudo direttore artistico… ma di cosa? Non credo abbia mai ascoltato nemmeno per errore un disco dei Ramones… così ci vediamo quei pancottoni dei Finley. Chi vince poi? Di Tonno e Ponce… giusto per ricordarci che il musical tira. Brano scritto dalla Nannini (che i Ramones l’ha sentiti, son sicuro!), ma interpretato con la pallosità dei musical attuali. Il musical… non era Jesus Christ Superstar? Non era il Rocky Horror Picture Show? La Piccola Bottega Degli Orrori? Hair? Cosa c’è rimasto di questi nelle stucchevoli troiate miliardarie che girano l’italia? Uno nell’ignoranza generale ci passa anche da colto a seguire ‘ste minchiate. Pensate Allevi, tutti ad idolatrare il genio pianistico… ma perché di Petrucciani e Jarret non ve n’è mai fregato niente? Da qualche giorno ho scoperto John Williams (il chitarrista australiano, non quello delle colonne sonore). Mi rendo conto che, sarà per come l’ho scoperto, perché non me l’aspettavo o sarà perché è veramente bravo, comunque sia mi dona delle emozioni tutte mie! Ed a voi avidi lettori non dirò nulla! Anche perché infondo non potrei comunicarvi appieno quel che provo. Ho 8013 ragioni per apprezzarlo, ma a voi magari non dirà mai nulla… perciò qual è il senso delle recensioni discografiche? È tutta una scusa per non far cercare alla gente la sua strada? Che il segreto sia nell’emozione e nella passione? Ok… magari sto delirando, sono quasi le sei del mattino… che mi attenda un bel risveglio? Me lo auguro!

 

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Meccaniche Invisibili

venerdì, marzo 7th, 2008

 meccaniche invisibili

Meccaniche Invisibili
taboo records

Siamo soliti allegare al triphop l’immagine mentale di una sinuosa voce femminile, stavolta invece no! Accidenti… questa bisogna che ve la racconto… ascoltavo il cd su un pioneer cdj100 (quei lettori cd da dj che in molti usano)… bene, era a meno 10 di velocità… colpa probabilmente del vino all’aperitivo di stasera! Comunque era di una cupezza unica. Ed un certo mood di “tristeza brasileira” mi contagiava, avevo dimenticato la velocità a meno 10…  beh non che mi dispiacesse molto però. Ma ora che lo ascolto a velocità normale sembra così stranamente ottimista!  Prima, per me, il punto di forza del disco era questa cupissima voce e quegli arrangiamenti così dilatati. Non che ora, a velocità normale, non lo siano… ma, accidenti, quanto mi fa strano! Al di là della mia poca professionalità cosa colgo da questo disco? Sembra il lavoro di una vita. Rubato al riposo tra il lavoro e la cena! Che sia cupo è cupo! Nei testi, ma non solo,anche nel sound da jazz triste che chiacchiera con l’elettronica. C’è della scuola drum and bass, e delle chitarre che talvolta arrivano persino all’hardrock anni 80… ma non nei riff come facilmente si potrebbe immaginare… nel suono e nell’equalizzazione. Ed usate in maniera differente però!… com’è difficile spiegarvelo! Due note biografiche: a capo del progetto c’è tale Andrea Ponzano, colui che sta dietro a tutto o quasi. Il disco è stato registrato a Rio de Janeiro e mixato a Londra. Sembra però sfuggito ad un’ intima session casalinga, che gli dona realtà… Al piano di sotto di una cascina nella fitta campagna! Peccato per qualche momento di troppa volontà pop che rovina un certo spleen del disco, ma d’altronde potrebbe definirsi un insolito cantautore che vira in direzioni differenti. Come negargli il tentativo di volerci campare? Un disco da prendere con le pinze, però, e solo se seriamente interessati al genere.

 

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