hey ma che fine hanno fatto le 70 hostess che tenevo in cantina?


Archive for dicembre, 2005

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[M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.

lunedì, dicembre 12th, 2005

cortesemente estratto dal sito di vanni/moonfish ecc… 115651539 m [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it da qui – - shaitan on myspace [Report] M.E.I. – Parte I Current mood: Moscù Està Helado Sabato 26 novembre. Sveglia alle 7,00 dopo una notte di baldorie evitate appositamente per presentarmi fresco e riposato all’appuntamento della mattina. Come da contratto alle 8,00 chiamo Nooz (che è a Macerata) per sentire se deve ancora svegliarsi o se sta già sotto casa mia (che è a Recanati). Rapidamente mi comunica che lui di baldoria ne ha fatta pure troppa, che deve dormire e che devo richiamarlo alle 10,00. Così faccio, dopo aver debitamente bestemmiato in più lingue, alcune a me sconosciute. Lo sveglio e rapidamente mi comunica che si sta buttando giù dal letto e che quando uscirà di casa me lo comunicherà con uno squilletto. Lo squilletto arriva alle 11,00. Vado a farmi un caffè nel bar sotto casa dove, nell’attesa, il barista mi racconta la storia della sua vita. Per due volte. Al che mi preoccupo perché è mezzogiorno e Nooz ancora non si è visto. Lo chiamo e rapidamente mi comunica che è in avvicinamento, ed infatti in un istante si materializza. Ci mettiamo subito in viaggio mentre lo picchio con veemenza. Per qualche oscuro motivo il tormentone della mattinata (anzi, di tutto il M.E.I.) è “Moscù Està Helado” di Esplendor Geometrico. Non mi so proprio spiegare il perché. La prima tappa è Senigallia, dove dobbiamo raggiungere casa Ronchini per sostituire la nostra Panda con una ben più spaziosa Seicento. Dopo un lungo girare in tondo riesco a riconoscere casa Ronchini dalla puzza ed ivi ci rechiamo, armati di ascia, per reclamare il nostro diritto ad utilizzare l’auto di famiglia. Mamma e papà Ronchini ci dicono “Andate piano!…” “Tranquilli, signori, dovevamo essere qui alle 10,00 e sono le 13,30, le sembriamo tipi che corrono?…”

mei26112005(003)rocknroll [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

limbo In un orario indicibile finalmente mettiamo piede fuori dal M.E.I., dove ci accoglie Manuela Bua con i nostri pass. Parcheggiamo ed entriamo nel nostro padiglione, non prima di esserci opportunamente infangati (ovviamente piove). Prendo subito casa nello stand di Music Club, dove incontriamo Ronchini e faccio conoscenza con la Bua ed i suoi amici subaffittati: Wallace e la sua corte. Sto lì per un po’ a presidiare il nulla, mentre attendiamo che Nooz e Ronchini, accompagnati da uno scassinatore professionista, si rechino a prendere i nostri millanta pacchi di Music Club, depositati in località segreta. Dopo qualche ora fanno ritorno, e finalmente il nostro stand inizia ad acquistare significato, e la gente (tutte facce da M.E.I.) smette di chiederci chi siamo e cosa facciamo. Nel frattempo avevo preparato dei bigliettini da visita autoprodotti, sfruttando il retro flyer di qualche altra band di M.E.I., e mi ero occupato un po’ di pubbliche relazioni, iniziando a farmi sommergere da qualche tonnellata di demo di MM.E.I. ed a rispondere a domande del tipo “Scusa, sei Sexually Confused?” “No, I’m very convinced of my heterosexuality. Why?”, oppure “Scriverai qualcosa su di me?” “No, ancora non sei morto”. Appena posso ne approfitto per farmi un giro ed esplorare i padiglioni. Mi rendo conto che il M.E.I. è una merda, l’80% degli stand non ha motivo di esistere, il 90% delle etichette italiane indipendenti che valgono qualcosa non è presente. Fanno eccezione Snowdonia, Minus Habens ed Anomolo. In compenso però ci sono Red Ronnie, la Federazione contro la Pirateria Musicale, Sony, Universal, Edel… Tutta roba molto indipendente. Oltre ad una montagna di associazioni e malandrini vari che stanno lì con l’obiettivo di spillar quattrini a delle povere bands che credono di valere qualcosa. Nonché le suddette povere bands che credono di valere qualcosa e che quindi hanno pagato un loro spazio per dimostrare al mondo quanto valgono, mentre ovviamente il mondo se ne frega di loro. Ah, il M.E.I.!!… Con le lacrime agli occhi ed un principio di svenimento faccio subito ritorno allo stand di Music Club (casa dolce casa…) implorando un po’ di buio, un po’ di silenzio, un po’ di estinzione umana… O almeno delle candele. Niente da fare, nessuna delle mie richieste viene accolta. Così rimango lì a fare il mio dovere di standista finché finalmente non si opta per abbandonare tutto ed andare a consumare i nostri buoni pasto, metà dei quali viene consumata in vino. Poi, belli brilli, andiamo finalmente a vederci lo showcase di qualche gruppuscolo. Cioè, almeno io: Nooz , Ronchini e la Bua è un bel po’ che si dedicavano a queste attività!!… Mi vedo il finale dello show di Porfirio Rubirosa e i 60midatanta, ironico spettacolo di swing-punk con qualche bella trovata, come la bodyguard che segue ed imita ogni mossa del frontman, o come il figurante finto-musicista-MEI, davvero divertente! Poi mi reco altrove e becco al volo gli Antares, carichissimo trio metalcore all’americana anni ’80, ai quali strappo subito di mano l’ultima copia del demo!! L’entusiasmo è alle stelle, grazie anche alla complicità del vino, ma capita subito la prima disgrazia: mi accorgo che la suola del mio anfibio sinistro è spaccata, e mi entra l’acqua. Bestemmio in viva voce, mentre suonano altre band che dimentico in mezzo secondo. Ritorno a concentrarmi solo per l’angolino dedicato a Latlantide, etichetta dedicata quasi interamente al rock demenziale, e scopro con estremo piacere che dovrebbe esibirsi anche quel folle assoluto di Maltominimarco!!! E quindi vedo sfilare sul palco il cantautore/cabarettista Marco Carena, che esegue “Questione di Sfiga”, “Arbre Magique” e “Amore Bastardo”. Nel mentre vedo prepararsi Freak Antoni che presenta insime alla pianista Alessandra Mostacci l’album “IroniKontemporano”: poesie più o meno demenziali recitate da Freak con accompagnamento al piano di musica contemporanea. Mah. Poco convincente. Tocca poi agli a noi già noti Farmacia Comunale, punk rock band molto skiantosa e con qualche chiodo fisso nella sfera sessuale… I brani proposti sono la celebre hit “Sotto la 3^ non è Amore”, “Va’ Gina”, la nuova “Ti Ano” e “Giocattolaio”, inclusa da Latlantide nella compilation “Demential Rock Vol. 1”. Ed ecco la seconda disgrazia: Maltominimarco non si esibisce. Anzi, nessuno ha idea di chi cacchio sia. Miscredenti! Finiamo di ubriacarci mentre suona un gruppo palloso e antipatico non meglio identificato, in attesa dello spettacolo dei miei concittadini (e compagni di sbornie) Der Feuerkreiner, la band eletta da Music Club per il M.E.I. Sì, pare che un giorno il grande capo masonna Massetti abbia gridato “Voglio un gruppo apocalittico!!” e che i Der Feuerkreiner siano apparsi scavalcando tutta la fila di gruppi non apocalittici ma altrettanto ansiosi di esibirsi al M.E.I. di fronte a sei o sette sconosciuti assolutamente non interessati. Ed infatti così è andata: l’intro industriale dell’imminente nuovo album “Unsere Zeit”, una versione di “Tanz” ricca di inediti contrappunti rinascimentali e la devastante “Wir Rufen Deine Wolfe”, che è riuscita anche a spaventare il mixerista, che verso il finale è corso ad abbassare i microfoni!… Vabbè, terminata questa esibizione e salutati i Der Feuerkreiner, andiamo a raschiare il fondo a mensa elemosinando vino (ancora!) e le ultime salsicce. Poi ci tuffiamo a digerire durante il coinvolgente (anche se gli unici che si muovevano eravamo noi) show degli Hormonauts, con tanto di finale industriabilly con la partecipazione di qualche esemplare della Mutoid Waste Company. Subito dopo tocca all’hip-hop degli HugaFlame, la cui “I Cazzi Tuoi” non era nemmeno male, ma dopo una pera di rock’n’roll come quella offertaci dagli Hormonauts, non eravamo affatto bendisposti verso questo stile, così siamo andati a farci i cazzi nostri altrove, prendendo per il culo Ronchini, che è amico del terribile rapper Fabri Fibra, e la cui “L’Uomo nel Mirino” è diventata il secondo tormentone della nostra avventura… Ovviamente dopo “Moscù Està Helado”!

mei27112005(004)ponch [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

moonfish e limbo nel centro di faenza Insomma ci si allontana in macchina diretti verso il centro di Faenza, con l’obiettivo di causare un poco di panico. La nostra squadra: Nooz alla guida, Massimo “Limbo” Ronchini ed il sottoscritto MoonFish. La Bua istintivamente se l’è data a gambe già da tempo. Ronchini passa il tempo a spaventare passanti di bella presenza mescolando richieste di informazioni e proposte indecenti “Scusa, per il centro? Dài, monta in macchinaaa!!!”. Parcheggiamo davanti a Clö Ti Amo, ed andiamo a cercare nuovi posti per far danno. Visto che a chiedere informazioni è Ronchini, nessuno ci dà una mano, anzi, tendono tutti ad accelerare il passo. Alla fine decidiamo di puntare verso il Clandestino, ma non ci arriveremo mai: Ronchini ruba un ombrello, e la Bua si mette in contatto con noi, così al grido di “Poncha Bbruzzo!!!” la andiamo ad aspettare mentre ci riscaldiamo lo spirito con tre punch abruzzesi (a testa!), così almeno mi dimentico di avere i piedi bagnati. Accolta la Bua nelle nostre fila, ritentiamo la fortuna con il Clandestino, ma siccome il faentino medio non ha ben chiaro il concetto di “fino in fondo” non riusciremo mai ad arrivarci, così, unitasi a noi un’amica di Manuela Bua (che per essere un’amica ha un aspetto piuttosto mascolino, barba compresa), decidiamo di consolarci alla Sghisa, dove c’è la festa del Mucchio. Prima di rendermi conto di cosa si trattasse io corro a procurarmi un Oban. Nel frattempo Ronchini frantuma bicchieri fingendosi innocente. La festa non è altro che musica anni ’80 mista a musica di oggi ma che imita gli anni ’80. Non c’è spazio per ballare e c’è a malapena spazio per bere. La Bua e la sua ‘amica’ scappano in albergo, e finito il nostro drink anche noi decidiamo di fuggire, scavalcando un discreto numero di coppie copulanti (e a me niente!). Stavolta puntiamo all’Osteria S. Agostino, dove il programma del M.E.I. prometteva ‘musica controcorrente’.

mei27112005 [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

serialkilla Arrivatici, dopo lunghe peripezie contromano, all’indietro e a testa in giù, scopriamo che ‘musica controcorrente’ significa ‘musica latino-americana’. Un po’ intristiti dalla scoperta decidiamo di affogare il nostro dispiacere nel Sangiovese. Contribuiranno ad allietarci delle porzioni di affettati vari, una focaccia meravigliosa, un tortino al cioccolato, sambuca e, soprattutto, le chiappe mozzafiato della cameriera! E dico sul serio! Ogni volta che si chinava a servire quelli del tavolo di fronte non riuscivo a finire la frase che stavo formulando “Sì, ma in fondo l’ultimo disco degli xxx non…” “Non?” “…” “Non?” “

 mei27112005(006)limboshow [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

the limbo show A proposito di quelli del tavolo di fronte. Tre coppie terra-terra munite di certi esemplari di maschi di quelli che mi fanno dichiarare al mondo che non sono un maschio eterosessuale, ma una lesbica. Tristezza… E poi dicono ‘mérda’ invece di ‘mèrda’! Ad un certo punto si avverte l’esigenza di dare il via al “Limbo Show”!! (“Limbo” è uno dei nomi di battagli di Massimo Ronchini, per i meno attenti!) Un rapido conto alla rovescia (5… 4… 3… 2… 1…) et… voilà!! Il Ronchini scatta dalla sedia, aggredisce i neanderthalensi del tavolo di fronte, sia verbalmente che fisicamente, rischiando in più punti di scatenare risse che avrei comunque ignorato (ero distratto da un bel paio di…). Coinvolto da tanto trambusto un altro vicino di tavolo (che prima aveva tentato di rubarci il vino) ci chiede da dove venissimo. A sentir nominare Macerata il tipo, di Cesena, esclama: “Macerata… Tolentino… Castori!!!” “Yeah!! Rock’n’Roll!!!”. No, non ve la spiego. Dopo un po’, placatosi il Ronchini, ci arriva comunicazione dalla Bua che il nostro albergo non è lontano lontanissimo a Brisighella, ma lontano lontanissimo a Solarolo. E quindi scateniamo di nuovo il Ronchini: “Limbo, chiedi di Solarolo!” E lui aggredisce di nuovo quelli di prima gridando “SEGAROLO!!!!”. E li fa scappare. A malinculo ce ne andiamo anche noi. Sigh. E puntiamo a Solarolo dove troviamo l’albergo quasi subito. Sono le 5,30. Ci apre un signore in pigiama che mi ricorda un po’ il Vescovo di “Salò” di Pasolini. Brr… E’ tutta una polemica, il cui principale bersaglio ovviamente è Massimo “Clandestino Macedone” Ronchini, che con sé non aveva nemmeno i documenti!!! Giunti in camera, dopo una rapida sessione di bombardamenti (giusto un paio di cannoni e un grappolo di peti a frammentazione), e dopo aver avuto apparizioni di Francesco Salvi e di un paio di zozzone “godi con noi!”, ci addormentiamo, non prima di aver staccato il telefono (non sia mai che il tipo dell’albergo decida di svegliarci!!). Io russo. Nooz russa. Ronchini è un misto tra un B-52 e un disco di Masonna. A domani. [Report] M.E.I. – Parte II Current mood: Diademaaaaa!!!!!!! Domenica 27 novembre Ore 11,00. Apro gli occhi con nelle orecchie gente che russa in stereofonia e con in testa “Oppio” degli Afterhours. Il pezzo non mi piace, loro mi stanno sui coglioni, e io mi chiedo “Ma che ho fatto?? Ma perché proprio a me??”. Faccio il mio dovere in bagno e a mezzogiorno tento di scappare via, ma i miei colleghi aprono gli occhi e mi vedono, bloccandomi. Aspetto i loro tempi di recupero, con Ronchini che si lava i capelli col sapone. D’altronde, con la sacca di Men’s Health, è il minimo che potesse fare: avrebbe dovuto anche radersi con un vetro rotto! Scendiamo in reception a farci insultare da quel brillante personaggio sadiano che è il proprietario dell’albergo e scappiamo a fare colazione nella cornice della splendida piazza di Segarolo.

mei27112005(019)segarolo [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

moonfish in segarolo Solarolo, scusate. Poi puntiamo verso il M.E.I., sotto il sole cocente: ebbene sì, è una bella giornata, non piove, e magari oggi riesco a non bagnarmi i piedi! Arrivati là ci fiondiamo in un padiglione a vederci un gruppo ignoto che fa una cover di “The Hand that Feeds” dei Nine Inch Nails e che prosegue il proprio set con un brano in italiano sempre molto NIN. Usciamo e ci incontriamo col resto della redazione che è arrivata stamane: il grande capo masonna Massetti, La Mise Manuk, Mauro “Very Expensive” Carassai e Luca Confusione (anche detto Gigio Parrocchia). Faccio subito conoscenza col boss, che di persona non mi aveva mai incontrato (“te facevo più brutto!!”) e che mi mette subito a sfacchinare pacchi di Music Club (“ventimila copie, mille pacchi! MILLE PAAACCCHIIII!!!!”). Appena posso mi dileguo, e mi reco col Nooz e Ronchini a fraternizzare con lo staff della Snowdonia: la simpatica mistress Cinzia La Fauci che, non so se ne è resa conto, ma ci ha invitato a pranzo da lei a Messina (e ci andremo, cazzo!!), un paio di Masoko, Tony Binarelli e Marino, un tipo che mi conosceva come membro dei Ragni Annegati e che mi aveva misteriosamente contattato via e-mail per chiedermi una copia dei CCC CNC NCN! Ed in men che non si dica si fa ora di pranzo! Andiamo in massa a magnà col Massetti, dove ci raggiunge anche la misteriosa ‘amica’ della Bua. Da lontano vedo il Bragaglione e gli faccio un saluto molto rock’n’roll. Poi un caffè ed un giro di riscossione crediti col grande capo masonna Massetti. Appena posso mi dileguo e vado in giro per padiglioni per un lungo pomeriggio di cazzeggio e concerti. Ovviamente, terza disgrazia, inizia a piovere ed ho di nuovo i piedi a mollo!! Mi vedo gli Jolaurlo, bizzarra band cyber-ska-pop pugliese che non è affatto male, anzi, tendente al gustoso, anche se mi sembrano un po’ troppo giovanilistici. Ma mai quanto gli irritanti punkettini Gerson, marcati Tube Records, che subito lasciamo per una pausa Sambuca con Mr. Kitsch!… Al ritorno troviamo un triste rito di premiazioni, con qualche gruppo punk che si sarebbe esibito di lì a poco che riceve delle splendide piastrelle per il bagno targate M.E.I. Dopodiché tocca ai disastrosi Kabò, a metà strada tra un banale gruppo gnu-metal, una band di Sanremo Rock ed un calcolo renale di Vasco Rossi. “Eeeeeh…” Così li apostroferà Nooz, tra l’ilarità dei presenti, che lo pensavano ma non avevano il coraggio di dirlo. Dopo di costoro è il turno delle band premiate di prima, del giro Punkadeca. Iniziano i Forty Winks, che avranno pure suonato in tutto il pianeta ma a me significano ben poco. A seguire le Sorelle Kraus, che Nooz si ostina a definire le ‘Dead Kennedys con la passera’. Definizione che mi convince pochino, comunque. Nonostante gli anni di esperienza ancora non hanno imparato a suonare, il che fa molto punk, ed i pezzi hanno alti e bassi. Comunque piacevoli, soprattutto la chitarrista, che pare teletrasportata di peso dalle Runaways o le Girlschool, qui nel 2005! Poi tocca ai Klasse Kriminale, storica formazione oi!punk che non ho mai potuto soffrire. Sarà per il loro necarnenepescismo, sarà per la non-voce di Marco Balestrino, ma proprio non mi sono mai piaciuti. Però rimango a vederli: dal vivo sono comunque gustosi, ed i pezzi del nuovo album sono davvero bellini! Alla fine riescono pure a starmi simpatici e sembrano genuinamente affettuosi verso chi era lì espressamente per loro! Un briciolo di disapprovazione giusto per la corista che non si muoveva a tempo, eheh! Ah, disapprovazione anche per Nooz, che ha tentato di distogliermi dai Klasse Kriminale per portarmi a vedere una inutile band di rock demenziale che si esibiva nel padiglione vicino: visti per sei secondi, ho detto “Ahò, io torno da Balestrino!!”. E, per finire lo spazio Punkadeca, i Klaxon!! Un vero gruppo rude, un vera punk rock band, una vera punk rock band che ha fatto la storia del punk! Solo tre pezzi per loro, peccato: “100 Celle City Rockers”, “Religion” ed una cover dei Clash. Rispetto!! Terminata la loro gig, vado nell’altro padiglione per vedermi le Jains che salutano e se ne vanno, lasciando il palco ai Super Elastic Bubble Plastic, raccomandatimi da Nooz e Ronchini, che però non riesco a vedere tra i presenti. Che dire di questi tre? Che spaccano li culi, poccoddinci!! Massiccissimi e veloci, tra stoner e hardcore, tra Kyuss e Cop Shoot Cop! Complimenti, magari andrà a finire che mi li ricorderò solo per tre quarti d’ora, ma complimenti! Vado a complimentarmi anche con Nooz e Ronchini, che invece di starsi a vedere il concerto, stavano a rompersi le palle allo stand di Music Club. Allora decido di mettermi a rompermi le palle anch’io, e rimanere lì a ricevere gli ultimi demo de M.E.I. che ci venivano consegnati. Poi andiamo a farci un giretto in sala conferenze, un postaccio infestato da personaggi del calibro di Povia (le bambine fanno “aaah…”), Pago (pur di non starlo a sentire) e Dolcenera (che mi tocca pure sgomitare per scansarla). Incontriamo di nuovo Cinzia Snowdonia che si deterge il vomito con un fresh & clean e, udite udite, ci mettiamo a firmare autografi (“sai, non si sa mai, magari un giorno diventate famosi…”)!!! Non soddisfatti corriamo a farci delle foto di sberleffo davanti allo stand della Federazione contro la Pirateria Musicale (BWAHAHAHAH!!!).

mei27112005noozundshaitan [M.E.I. report] Faenza. Està. Helado.   from nooz.it

la maglietta recita il noto slogan: SCARICA/COPIA/DISTRIBUISCI Nel frattempo il resto della fiera iniziava a smantellarsi. Per prima si smantella la Bua, che se ne ritorna ad Ascoli Piceno con la sua ‘amica’. Poi si smantellano i nostri vicini di stand (ciao Valentina di C.U.R.E., carrrina!!!), poi gli amici di Anomolo (un saluto particolare al maestro The Raven). Insomma alla fine smantelliamo anche noi e, una volta raggiunti anche da Mr. Phox (che scopro essere un essere che conoscevo di vista da millenni), passiamo al soffertissimo momento in cui i redattori si dividono i demo de M.E.I. Boccaccia mia statte zitta, prima avevo espresso al grande capo masonna Massetti il mio desiderio di scrivere qualcosina di più e di non parlare solo di morti e quindi mannaggiammé vengo promosso sul campo e mi consegnano una quintalata di demo de M.E.I. da ascoltare. Al che giunge l’ora di andarci a finire i buoni pasto. Facendo facce da Biafra riusciamo a spazzolare via tutto quello che era rimasto in cucina, che aveva chiuso già da un po’ a dire il vero e ci dedichiamo ad un fiero pasto very barbonaggio style, mentre a romperci i padiglioni ci pensava quel mattaricchione di Sergio Wow, che stava technando nello stand più vicino. E’ il momento dei saluti. Ciao Massonna, ciao Manu, ciao Gigio, ciao Expensive, ciao Phoxy. Rimaniamo io, Nooz e Ronchini, trio ormai consolidato. Flirtiamo con le ragazze dell’amministrazione, facciamo finta di cagarci gli ultimi artisti che si esibivano, ci portiamo via qualche souvenir (la locandina di ballacoicinghiali.it!! ancora non so cos’è, ma era una figata!!), finché non ci decidiamo che è rimasta solo una cosa da fare: andà a bé!! Così ce ne andiamo dal M.E.I., riprendiamo la macchina, che nel frattempo si era sintonizzata da sé su Radio Rai, e ci facciamo un Poncha Bbruzzo nel primo bar disponibile. Poi durante il viaggio iniziamo a spassarcela ascoltando qualcuno dei demo de M.E.I. che ci erano capitati… I commenti li troverete altrove, presumibilmente su Music Club, se nel frattempo non mi cacciano!! Ronchini ci sviene nel sedile di dietro, mentre io e Nooz glorifichiamo Satanaa!! Che sarà pure entusiasta del fatto che il Ronchini lo abbandoniamo in mezzo a una folla di puttane e gente che ruba moto da cross. Recuperata la Panda costringo Nooz a tenersi la cacca ed andare a bere in qualche posto anconetano (si finisce al Thermos, il cui boss scopriamo essere un nostro ammiratore segreto), ché io volevo mantenermi in esilio volontario dal mio paesello, almeno fino a una cert’ora… Dopodiché quella cert’ora arriva, ed io mi lascio depositare a casa. Nooz non lo so. In finale che dire? E’ valsa la pena? Direi di sì, lo rifarei. Il fare pubbliche relazioni per il giornale non mi dispiace, il curiosare tra centinaia di giovani bands emergenti (certo, come no, credeteci tutti!) mi diverte, il girovagare tra stands filo-SIAE mi deprime. Però (sarà per certe chiappe?) lo rifarei. Augh. Ho finito. Moscù. Està. Helado. !

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Speciale M.E.I.

lunedì, dicembre 12th, 2005

Speciale M.E.I.

Uhm… Vabbè… Caro diario, dovrei scrivere un bel report delle mie avventure al m.e.i. di Faenza, ma visto che il bravo Moonfish m’ha fatto leggere il suo esauriente estratto di due giorni con me ed il Ronchino, che pure dovrebbe scrivere un report, evito di scrivere le stesse cose per la terza volta su Musicclub. Ci trastulleremo però parlando dei momenti inespressi dal Moonfish (uhm…credo nessuno) e analizzeremo i cd donati per recensioni (uhm… credo troppi). Essendo molti i cd non posso dilungarmi molto nelle descrizioni , mi perdonino i gruppi meritevoli di più parole. Se ne vadano ‘affanculo invece quelli che non meritano nemmeno le poche parole espresse e che mi hanno costretto a dedicare ascolto alle loro infruttuose pretese artistiche. Il mei è lo specchio della società attuale, sorridenti multinazionali ed un mare di coglioni che si sentono creatori dell’opera più bella del mondo quando questa non lo è… Di tanto in tanto capita anche qualcosa di positivo… Ma purtroppo sono pochi ed è grazie a loro che si affrontano queste lunghe sessioni di ascolto che partoriscono poi poche righe di contenuti. Recensire tutti è quasi un dovere… Non un piacere! Non garantisco sulla qualità di contenuti e sull’approfondimento. FANCULO! FANCULO! FANCULO! Mi avete tutti rotto i coglioni !!! Bene. Dopo lo sfogo possiamo andare… Iniziamo! Appena giungo al M.E.I. vengo assalito dai Startrash che accompagnavano Wallacio Loredana.
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Startrash “trash on the table”

lunedì, dicembre 12th, 2005

Startrash
“trash on the table”

Al gruppo se non erro appartiene il chitarrista del sopra citato Wallacio… uhm …Ok, il disco è una merda! La registrazione penosa con la relativa equalizzazione da gabinetto. Il cantato raramente s’intona ai pezzi e le idee sono per lo più rubate ai NOFX (compresi gli sketch armstronghiani di el Efe).
Detto questo la recensione sarebbe conclusa. Alla fine lo spirito punk c’è tutto però e se questi stronzi si dedicassero a risultare originali non sarebbero nemmeno male …Facciamo così se trovo il tempo vi do una equalizzata a sta cazzata, intanto voi vi chiudete in sala prove e cercate di tirare fuori le pallette!
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[mcenroe] “s/t”

lunedì, dicembre 12th, 2005

mcenroe [mcenroe] “s/t”   from nooz.it

[mcenroe]
“s/t”

Al mei un ragazzo di nome Andrea ci ha fatto da guida per Faenza, la nostra missione era quella di riempire una seicento (grazie signora mamma di Limbo per l’automezzo imprestato!) con circa 30 pacchi di Music Club… (vedi foto). Questo disponibile ragazzo ha anche un gruppo dal nome tennistico. Mèc-enro’. Il disco è un esordio dei migliori possibili, il sound sembra abbastanza ben definito e maturo da non far sfigurare il gruppo affianco a molte produzioni indie attuali. Mi sorprende infatti che qualcuno non li abbia già contattati… Consigliati se vi piacciono i Fugazi vi assicuro che sentiremo ancora parlare di loro.

26112005(001)limbocar [mcenroe] “s/t”   from nooz.it!

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Kesea “S/t”

lunedì, dicembre 12th, 2005

kesea Kesea “S/t”   from nooz.it

Kesea
“S/t”

Senza dubbio la più bella copertina di tutti i cd del mei. Semplicemente una rete da calza che avvolge il cd… Statisticamente 80% dei miei amici che l’hanno visto hanno poi annusato la copertina. Notevole! Smettiamola di annusare ed ascoltiamo il disco ora. In questo caso l’equalizzazione della voce è una delle più fastidiose che abbia mai ascoltato. Sembra vagamente un Carmen Consoli al maschile. Oh accidenti qui crolla il mio postulato riguardo copertina bella/disco bello. Bha non so, è un dischettino pop senza infamia e senza lode… Avrebbe potuto essere migliore ma anche molto peggiore… Simpatica la faccenda dell’amore plagiato (ho plagiato per te una canzone di successo…)…Bella la copertina! …ops l’ho già detto?
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Pecore Assassine

lunedì, dicembre 12th, 2005

pecoreassassine Pecore Assassine   from nooz.it

Pecore Assassine

Dopo aver parlato della copertina più bella mettiamone uno senza copertina! Il cd arriva nudo e crudo nella cesta di raccolta, non c’è una bio, non c’è nemmeno un involucro… Addirittura non c’è nemmeno la musica! Eh si! Cazzarola il cd s’è talmente rovinato stando a contatto con gli altri da risultare indigesto a tutti i miei lettori cd (pc compreso).
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