hey ma che fine hanno fatto le 70 hostess che tenevo in cantina?


Archive for settembre, 2005

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Satanicpornocultshop “zap meemees”

venerdì, settembre 9th, 2005

satanicpornocultshop2 Satanicpornocultshop “zap meemees”   from nooz.it

Satanicpornocultshop
“zap meemees”
sonore

Tagliando vermi e riassemblandoli in un differente ordine, non rimangono comunque vermi? Non potete immaginarvi quanto sono contento nel ricevere una nuova release dalla nipponica sonore records e per di più riguardante i Satanicpornocultshop, già trattati proprio in queste pagine qualche secolo fa. Si definiscono ‘surrealist hip hop with a slightly perverse and grotesque touch’ … come non dargli ragione! Il loro nuovo lavoro è una raccolta di singoli remix e brani provenienti da compilation… dirmi entusiasta del disco è poco…!!! purtroppo, però, questo fa parte di quella tipologia di album difficilissimi da reperire in italia ed altrettanto difficili da assimilare, se non si è avvezzi a godere di architetture sonore devianti e psicotiche. Il disco è un continuo miscelarsi di livelli sonori ed atmosfere, trattati con il tocco che li contraddistingue dal marasma sonico in circolazione negli ambiti avant. Il discorso che sta a monte dell’intero progetto dei satanic è relativo alla produzione discografica mondiale: essi fanno nuova musica, mentre l’industria discografica ricicla vecchi idoli e produce copie di copie di copie usa e getta, il cui valore rimane finché non vengono dimenticati nel cassonetto delle cose il cui potenziale economico è esaurito. I 5 di Osaka si tuffano nella spazzatura e rendono vita a suoni e situazioni dimenticate o non ben concepite… pescano da tutto e creano ibridi di creature sonore inquietanti, squartando i Depeche Mode su di una base jazz o manipolando ancora una volta Kilie Minogue, stavolta con basi arabe e nastri impazziti. Un disco che mi sento di consigliarvi, se finalmente vi siete stufati delle solite robe. Non spaventatevi se in cima alla recensione avete letto hip hop: il loro è l’hip hop che forse verrà apprezzato tra 20 anni e non ha nulla a che vedere con quelle cazzate che siamo soliti sorbirci, la loro coscienza nell’arrangiamento e nella struttura dei brani è fantastica, puro virtuosismo della composizione nell’ assemblaggio e nella follia da cui scaturisce il genio. Sono giunto ora alla conoscenza di un disco fantastico… il problema è riuscire a comunicarvelo, spero che almeno qualcuno di voi vada alla sua ricerca… ma posso già dirvi sin d’ora che sarà difficile trovarlo… sappiate, però, che le cose che si fa fatica a conquistare sono sempre quelle che danno più soddisfazione.
Nota dell’ultimo minuto: cercavo la foto fighissima dei satanic che vedete (spero qui di fianco), prima di mandare tutto in stampa …sguazzo per il loro blog e cosa scopro? Giovedì 1 dicembre 2005 ore 22:30 presso il cafè Procope Via Juvarra 15bis – Torino… inutile dire che ci sarò !!!
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Musicultura "festival della canzone popolare e d'autore"

venerdì, settembre 9th, 2005

musicultura Musicultura "festival della canzone popolare e d'autore"   from nooz.it

Musicultura
“festival della canzone popolare e d’autore”
XVI edizione

Aperto il booklet del cd veniamo accolti da una frase di Leopardi, “questo discorso condurrebbe a trattare della funesta separazione della musica dalla poesia e della persona di musico da quella di poeta, attributi anticamente, e secondo la primitiva natura di tali arti, indivisi e indivisibili”… già questa frase basterebbe a recensire il cd, Leopardi aveva già avuto un sentore di quello che stava per accadere… e quel che deve accadere accade! Sicché, la poesia funestamente si separa da gran parte della musica “prodotto di mercato”, le case discografiche dominano il gusto Popolare e vi rimane solo economia, che tutto il resto se lo porta via! Ma torniamo al festival di musicultura, è nato e cresciuto nella terra del gobbo sotto il nome di ‘premio recanati’ per poi essere esportato a macerata e per la precisione nella cornice ‘magica’ dello Sferisterio. Credo che il consiglio comunale di Recanati ancora ne discuta animatamente di questa fuga! Il festival vuole premiare la canzone popolare e d’autore, e questo andrebbe ben analizzato… popolare è ciò che piace alla gente, musica disimpegnata o fintamente impegnata… ok… d’autore, invece, è la musica valida, ben costruita, che è per molti, ma non per tutti, nel senso che è meno fruibile della popolare, però meritevole d’essere premiata… questo sarebbe molto bello… peccato che non accada mai.
Ho ascoltato perciò questi sedici brani di altrettanti artisti, trovando per lo più sonorità di pop melenso appartenenti alle mode del momento o legate in un modo o nell’altro a stili cantautorali già noti ed assimilati… essendosi allargato il concetto di pop negli ultimi 20 anni, credevo di trovare qualcosina in più (indubbiamente anche i Korn sono pop oggi), ma essendo una selezione afflitta da ‘buonismo’ non v’è nulla oltre il p(i)attume immaginabile , d’altronde da qui è uscito Povia, coi suoi bambini che fanno ‘oh’ e quest’anno ha vinto il tale Cristacchi (quello che vuole cantare come Biagio Antonacci… come se non ne bastasse uno già…) con la sua studentessa universitaria che aspetta un bambino, insomma, avrete capito che per uscirne vincitori si fa leva su semplici meccanismi sentimentali… buonibuonibuoni!
Passiamo ora all’approfondimento. Mesi fa, prima del festival, la mia amica Michela mi dice: sul sito dell’università cercano degli studenti per la giuria universitaria, perché non gli scrivi?… e così, purtroppo, ho fatto… spesso faccio cose di cui non mi spiego il perché… dovete sapere, cari lettori, che oltre la giuria effettiva ed il comitato artistico di garanzia (che mi fa sempre tanto ridere) contenente nomi del calibro di Claudio Baglioni, Gino Paoli, Vasco Rossi ed Elio Pecora, v’era anche questa giuria di universitari. Il loro compito era quello di votare e scegliere un artista tra due durante le sfide radiofoniche (dove si potevano esprimere solo pareri positivi, questa era la regola!). Per fare questo ci trovavamo all’università e si discuteva su chi far passare al turno successivo e chi no. Già dopo il primo incontro e l’ascolto del cd (di cui si parlava sopra) mi sentivo fuori posto. Ero lì a dover scegliere il male minore… ma uno non dovrebbe decidere la cosa migliore? Bah!
A parte questo, un caso particolare riuscì a risvegliare le noiose riunioni: quello di Mines. Mines è un artista Recanatase che non era molto simpatico alla giuria universitaria maceratese (tanto da essere segato numerose volte da questa e ripescato in seguito dalle altre giurie)… i motivi mi sfuggono… qualcuno ce l’aveva con lui per la sua aria da Maudit, e forse qualcun altro perché al bar di recanati non veniva salutato col giusto rispetto… qualcun altro forse perché spaventato dalla non canonicità del brano e del personaggio… chissà? ma non sono queste le motivazioni che importano, soprattutto considerando il fatto che il suo brano “per diventare gay” (brano ironico e furbetto) a mio avviso era ben superiore al ‘male minore’ di cui ho parlato prima. Per decidere date ed orari degli incontri della giuria si utilizzava una sorta di mailing list dove però arrivavano addirittura messaggi tipo “Avete visto? con mio grande piacere saremo noi di Macerata a stroncare la carriera di Mines!”… cose che, a mio avviso, non stanno molto bene all’interno delle comunicazioni di una giuria… anche se fatta da non professionisti… per pareggiare le cose, dal canto mio scrissi una mail in cui tessevo le lodi del povero Mines: con un mio messaggio positivo rivolto alla piccola comunità dei “giudici”credevo di riequilibrare la situazione… sbagliavo! Perché addirittura si creò l’associazione UAM (United Anti Mines)… così, come pochi altri prima e dopo di me decisi di abbandonare la cosa, divenuta ormai fin troppo puerile. Perché dovrei perdere tempo con questa gente? E per cosa? Per un accredito a Musicultura? Uh ah ah ah ah! ah ah ah ah! Alla fine, purtroppo, l’unico che c’ha rimesso è stato Mines: i voti della giuria universitaria hanno influito sulle selezioni facendolo eliminare per pochi punti. Alcuni ragazzi, interrogati da me sul perché di tanto astio verso il recanatese, mi hanno detto: “Mines è uno che si ubriaca!”, “è uno stronzo!”, “quando l’ho visto dal vivo stava fuori mentre suonava!” . Bene, queste sono cose che, alla fine, non fanno altro che rendermelo ancora più simpatico e possono infastidire giusto qualche catechista/testimonedigeova/ciellino. E poi c’è un altro fatto che vorrei puntualizzare: in un festival della canzone pop è importante che il brano si ricordi facilmente e devo dire che, sin dal primo ascolto del cd, ti rimane in testa, fissa come un virus e cementata nella memoria, solo una canzone che recita: “sto studiando sai, per diventare gay”.
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Speciale paniko records

venerdì, settembre 9th, 2005

paniko%20rec Speciale paniko records   from nooz.it

Speciale paniko records

Questo mese chiacchieriamo con un etichetta del sottobosco punk, la paniko records di Verona. Hanno iniziato quando il punk era tornato di moda in italia e sono ancora vivi. All’inizio v’erano i monkey punx, poi la cosa è evoluta e nuz dopo 7 giorni disse:

[NooZ] chi siete? chi eravate? chi sarete?

-Andrea(mr kiwi): In che senso? Fai domande troppo ermetiche… se intendi sapere la formazione attuale del gruppo è questa: io (basso), papo e nicola
(chitarre e cori) e pane (batteria)… come avrai notato manca ancora
un cantante…

-Papo: _siamo_ due ragazzi appassionati di musica che un giorno hanno deciso
di provare a giocare con la produzione di materiale alternativo.
_eravamo_ spensierati e pieni di tempo libero da dedicare a questa e
altre passioni, _saremo_ un po' meno liberi ma sempre innamorati delle
nostre scelte!

[NooZ] com'è nato il progetto paniko records?

-Andrea: la paniko è nata per gioco, nel lontano 1998, e per gioco è
vissuta e cresciuta di pari passo con il nostro gruppo, i monkeypunx.
Ora infatti risente anche lei del periodo di stasi del gruppo… ma
contiamo di riprenderci il più presto possibile…

-Papo: per caso, come tutte le cose che si iniziano a 17 anni: ti svegli una
mattina e spari qualche idea, e a fine giornata fai il resoconto e ti
accorgi che qualcosa di buono è venuto fuori. un gioco, nulla di più.

[NooZ] parlaci delle vostre produzioni?

-Andrea: Che dire? Boh… abbiamo iniziato producendo materiale in
cassettine e cd masterizzati in casa con copertine fotocopiate e siamo
arrivati a cd veri e propri con booklet completi… ci è sempre
mancata una seria distribuzione, probabilmente più per demeriti nostri
che per altro, ma abbiamo sempre cercato di mantenere la cosa dentro
una dimensione per così dire 'ludica', non vogliamo che la cosa
diventi un lavoro perchè questo potrebbe condizionare le nostre
scelte, scelte che devono essere dettate esclusivamente dai nostri gusti.

-Papo: qualche demo su cassetta, gruppi di amici e compagni di scuola
principalmente, poi arrivano i cd inbollinati siae e la cosa si fa assai
più dispendiosa, ma non paragonabile all'emozione di leggere qualche
buona recensione (pardon, qualche sincera recensione) che apprezza e
consiglia il materiale a cui hai dedicato tempo e sudore. e non hanno
prezzo nemmeno le amicizie nate grazie alle collaborazioni, vedi fradie
nhn al secolo fra Carillon o i termolesi tuttofare Garage.

[NooZ] a quale siete più affezionati?

-Andrea: Difficile dirlo, ognuna è storia a se. Per dire un nome: Faccia a
Faccia vol. 2, ma solo perchè è stata la prima produzione "seria" e ci
ha dato la possibilità di conoscere un sacco di gruppi e di persone
interessanti, e anche di farci conoscere in giro, per quel poco che ci
conoscono…

-Papo: credo al minicd dei Carillon, ma non chiedermi perchè. è un disco che
mi è sempre piaciuto, il primo cd di una band paniko uscito. ognitanto
lo riascolto e mi tornano in mente le corse e i casini per mandare in
stampa, ma ricordo anche la serata passata in compagnia del gruppo
quando finalmente – a disco ormai uscito – ci siamo incontrati di
persona e abbiamo passato una bellissima serata insieme.

[NooZ] come siete stati accolti nel panorama italiano?

-Andrea: boh… le recensioni (di Faccia a Faccia vol. 2) nelle webzine
erano tutte entusiastiche, quindi direi che siamo stati accolti bene,
anche se è mancato un certo 'ritorno', anche qui, probabilmente per
'colpa' nostra.

-Papo: parlare di panorama è difficile già di per sè, restringersi poi solo
a quello italiano è quasi masochismo… posso solo dirti che le persone
che (a volte sì, succede) conosco per caso presentandomi come papo
Paniko di solito parlano sempre molto bene del nostro operato, oppure
credono li stia prendendo per il culo (immaginandosi magari dietro a
questo nome una multinazionale che poco si sposa con l'immagine
dell'omino minuto e occhialuto che hanno difronte). altri riferimenti
non ne considero.

[NooZ] ultimamente il publico s'è orientato verso l'indie snobbando il punk, colpa delle produzioni italiane?

-Andrea: Certamente si. Vedo che sono aumentate le produzioni 'serie' come
numero, ma non come qualità, che probabilmente è scesa, e questo ha
sicuramente danneggiato la scena, scena che ha anche un disperato
bisogno di continuità, che purtroppo in italia è fornita da poche
band, spesso neppure troppo apprezzate…

-Papo: non saprei, davvero è un bel po' che non seguo le tendenze musicali
dei miei coetanei, intendo anche a livello di informazione non so bene
cosa oggi venga ascoltato dai ragazzi a scuola, che cd siano considerati
maggiormente, ecc… l'indie come filosofia mi è sempre piaciuto, e
penso abbia avuto pari sorte di "restare nell'ombra" come i generi con
cui io sono cresciuto, hardcore e punk. questi sicuramente hanno avuto
recente rinascita, ma l'ho sempre interpretata come una tendenza
passeggera. ecco perchè non ci siamo mai disperati delle "poche vendite"
perchè non ci interessava catturare l'attenzione di un pubblico
momentaneo, il nostro scopo semmai (nel nostro piccolo, piccolo,
piccolo) era di fare semplicemente qualcosa di buono che potesse durare.

[NooZ] colpa dell'mp3? voi come vi ponete a riguardo?

-Andrea: Assolutamente no. L'mp3 non ha colpe, anzi, ha permesso una grande
apertura della scena e le ha donato una velocità mostruosa… ora un
pezzo o un gruppo può arrivare al pubblico appena uscito dallo
studio… vantaggio mica da ridere.

-Papo: la tecnologia non si arresta, nel bene e nel male. la comunicazione
di massa è la vera rivoluzione dei nostri giorni, e la diffusione della
musica in formato digitale ne è sicuramente uno degli aspetti positivi.
ti rispondo con gli occhi di chi ha sempre dovuto fare fatica per far
conoscere la propria musica.

[NooZ] ed invece i monkey punx che fine hanno fatto? dopo l'ottimo "dovrà cambiare" qualcosa effettivamente è cambiato…

-Andrea: Ti ringrazio per l'ottimo, e ricordami il numero del tuo conto in
banca, perchè sono in ritardo con le tangenti… Scherzi a parte
effettivamente qualcosa è cambiato veramente, abbiamo perso un membro
(Denni è passato ai Los Fastidios) e per ora ne abbiamo guadagnato uno
(Nicola, nuova chitarra), ma siamo ancora in cerca di un cantante. Il
materiale ci sarebbe, ma non vogliamo essere un gruppo strumentale,
quindi restiamo in attiva attesa di una nuova voce che ci soddisfi
appieno, anche se muoriamo dalla voglia di suonare i nuovi pezzi dal
vivo!

-Papo: certo, siamo cambiati noi stessi, cosa all'ordine del giorno di ogni
nostro coetaneo. siamo tutti poco più che ventenni e la vita spesso si
prende gioco della nostra giovane età. abbiamo fatto molte scelte,
effettivamente molto di quello che "doveva cambiare" è cambiato, ma
nonostante tutto siamo ancora vicini e di questo sono molto grato agli
altri miei complici. il gruppo è uno dei pochi momenti di riposo mentale
in cui riesco a provare a comunicare. e la nostra musica direi che ha
subito molto le nostre vicende personali, è stata maltrattata e
schiaffeggiata e ora è più forte, decisamente più violenta. e mi questo
mi piace.

[NooZ] volete bene ai los fastidios e loro ne vogliono a voi?

-Andrea: Perchè no? Enrico e Paolino ci hanno aiutato molto in passato e
anche se ultimamente non ci sentiamo molto spesso i rapporti restano
buoni. Denni poi è il nostro ex cantante-chitarrista, abbiamo
condiviso molto con lui; ha fatto una scelta di vita e non possiamo
far altro che cercare qualcun'altro.

-Papo: ci vediamo pochissimo, non so molto della loro storia recente, ma il
mio giudizio non è diverso da quello che ho sempre avuto. è un gruppo
emerso con le proprie forze, e da questo non si può che imparare.
musicalmente ora siamo molto lontani, ma questo è solo un fatto di gusti
personali.

[NooZ] per il futuro cosa state facendo?

-Andrea: Cercando un cantante… il resto è già quasi tutto fatto! ;-)

-Papo: imparando a convivere con le nostre ambizioni. e non è assolutamente
poco. riuscire a far stare insieme amicizia, studio, lavoro e musica è
quasi più difficile che comprendere una donna (e lì stà forse il loro
fascino). abbiamo scritto le musiche di un album intero: ora
affronteremo la stesura dei testi, una volta trovata la persona giusta a
cui affidare la voce. (chissà magari una cantante donna? ndNooZ)

[NooZ] c'è qualcosa che vi sta veramente sul cazzo e lo vorreste scriverlo su un giornale?

-Andrea: Di cose ce ne sono parecchie, ma penso sia meglio esporle ai
diretti interessati ed evitare di passare attraverso la carta stampata
(o il monitor di un pc)! Per il resto grazie dello spazio e della
fiducia che riponi sempre in noi! Alla prossima!

-Papo: no, nulla che non direi al momento giusto quando dovessi incontrare
la persona coinvolta in tale rottura di coglioni. grazie
dell'opportunità lo stesso! e grazie di averci ascoltato!
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Carlo Spera & Stereonoise “sto correndo”

venerdì, settembre 9th, 2005

carlospera Carlo Spera & Stereonoise “sto correndo”   from nooz.it

Carlo Spera & Stereonoise
“sto correndo”
videoradio

questo disco me l’ho trovato tra le mani senza sapere nemmeno il perché… è una sorta di elettronica pop che s’ispira alle sonorità di Gary Numan ed a qualche lavoro di Daniel Ash (quand’era già fuori dai Bauhaus). La cosa peggiore del disco è la copertina, piuttosto illeggibile. Il disco, tutto sommato, non è male… chiaramente la vicinanza a Numan è forte, talmente forte da cadere in quelli che considero gli errori del autore di “down in the park”: prima di tutto una certa prepotenza di un’ elettronica di stampo eighties semplice e freddina, che stenta ad emergere, poi una esagerata esasperazione vocale che mi dà l’impressione di una certa autocelebrazione forzata dell’autore. Alcuni arrangiamenti ritmici non sono male, ma credo che un missaggio migliore delle parti avrebbe donato ai brani molto più interesse… o forse è colpa della scelta dei suoni troppo insipidi. Un disco non terribile, ma che avrebbe potuto essere migliore, avanti un altro!
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