hey ma che fine hanno fatto le 70 hostess che tenevo in cantina?


Archive for marzo, 2005

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If you wanna form a band and have a review (part1)

lunedì, marzo 28th, 2005

ilocali If you wanna form a band and have a review (part1)   from nooz.it

If you wanna form a band and have a review (part1)
Benvenuti nella nuova sottorubrica della mia rubrica. Essa nasce per rispondere a tante domande che qualcuno si fa, per trastullarvi e per dire cose ovvie a cui qualcuno, magari, non ha mai pensato. Essa parte con la citazione di uno dei momenti più bassi della “letteratura” musicale. If you wanna form a band era il titolo di un lungo capitolo della colonna Astro ink, presente mensilmente sulla nota rivista americana Guitar World, scritta nientemeno che da J.Yuenger (in arte Zombie, noto chitarrista dei white zombie). Mr. Zombie scriveva quattro cazzate ovvie per intrattenere gli acquirenti di GW che non riuscivano ad impegnarsi abbastanza nello studio dei licks chitarristici, spiegando come formare un gruppo… io ero tra questi. La parte aggiunta and have a review è il mio perché di queste righe… vediamo dove andrò a parare…
Siamo tutti d’accordo che sia lodevole imbracciare uno strumento e dedicarsi alla musica… c’è chi si dedica solo al calcio visto in tv… questo non è il migliore dei mondi possibili. Facciamo un piano della situazione. La musica aiuta principalmente chi la suona: suonare prende bene e suonare con altra gente in sintonia prende meglio! STOP
Come si inizia? Ad invogliarci spesso basta un amico figo con uno strumento tipo la chitarra… o l’ascolto continuato di dischi che spesso ci porta a travisarne il contenuto ed a diventare fan sfegatati di un personaggio che non è altro che quello che noi vogliamo che sia… Anch’io voglio diventare così bravo! Voglio essere una rock star! Abbiamo deciso che il nostro futuro sarà nel mondo della musica. E’ un mondo ideale, che ci piace… poi scopriremo che non sarà così.
Del resto anche la scelta dello strumento dipenderà dal nostro erroneo modo di pensare… inconsciamente (o no) scegliamo 1) lo strumento più figo, 2) quello che crediamo più facile da suonare. I nostri hobby di fanciullo ci aiuteranno nella scelta: è noto, ad esempio, che un gran giocatore di biliardino, grazie alla sua mobilità di polso, sceglierà la batteria… i grandi batteristi sono quindi dei grandi campioni di biliardino. Scelto lo strumento inizierà “l’ascolto analitico deviato”… frasi tipo del periodo: senti che grande, è velocissimo! ‘Sto basso carica da paura! Senti che rullata! Ma come hanno fatto a pensare un giro così bello! Lui è il più cattivo di tutti! Ma che si sono fumati questi! È morto soffocato nel vomito! Si mette i microfoni nel culo! Ecc… la migliore rimane “s’è levato due costole per farsi la fellatio da solo!” questa va di moda dai tempi di D’Annunzio! Vorremmo, un giorno, levarci delle costole anche noi… ma non abbiamo soldi… come guadagnare rapidamente? Mmmhh rock n’roll!!!! Perciò s’acquista uno strumento, spesso consigliato da qualcuno più esperto, che, ovviamente, si rivelerà una sola pressoché insuonabile! Questa è la prima lezione che la musica ci dà: i primi consigli sono sempre i peggiori. Abbiamo ora un aggeggio silente tra le mani che, nonostante la nostra convinzione “ma è una cazzata suonarlo”, rimane incomprensibile, scomodo e doloroso. È come lo snowboard, vederlo fare o farlo con la playstation è semplicissimo e divertente… dopo numerose cadute c’accorgiamo che bisogna capire come usarlo, abbandoniamo l’orgoglio e chiediamo informazioni tecnico-pratiche. Si va quindi a scuola… o dal maestro, o da un amico, o nella superfiga scuola privata perché babbo lavora in banca… l’impegno che poi metteremo nello studio dello strumento sarà inversamente proporzionale alla vicinanza alla borderline psicologica che avremo (più son bravi e più non capiscono un cazzo ed hanno avuto una giovinezza piatta e monotona). Imparato a padroneggiare lo strumento si prende qualche compagno di classe che suona già, si convince qualche amico a suonare uno degli strumenti che mancano all’ ensemble e si forma un gruppo.
Quando si suona ci sentiamo bene, anche quando facciamo delle cazzate autocomposte o plagiate o, peggio ancora, perfettamente imitate… stiamo bene! Prendete, per esempio, le cover band tanto in voga nei pubs: fanno pezzi di altri, sono contenti nel farli, hanno un pubblico felice di ascoltare “i soliti pezzi che si ascolta continuamente in macchina” e ricevono anche una bella paghetta. Sono gli eroi dei fiacchi amici del bar, la loro musica porta un raggio di sole tra una bottiglia di moretti e una partita a carte… o tra quel videogame (sicuramente illegale che contiene 100 e passa giochi di cui i diritti non sono stati pagati) e la sorella carina di qualcuno che non ci caga. Qui ci si trova dinanzi ad un bivio: continuare per la fama ed i soldi, nella provincia, come cover band del nostro gruppo preferito ed essere stimati dai proprietari di pubs (madonna quant’è brutta la parola pubS!) e dagli sfigati che vanno a vedere le coverband, oppure fare musica nostra, che cerchi di comunicare quello che dobbiamo/vogliamo comunicare. Siamo ottimisti (perché “l’ottimismo vola”) e consideriamo che, con un minimo di orgoglio personale, si decide di creare qualcosa di nostro. Fare della musica propria valida e, magari, innovativa non è facile; prima di tutto bisogna trovare se stessi, estraniarsi dai canoni che l’industria discografica stringe attorno ai “generi”, capire qual è il modo che veramente c’è congeniale per la comunicazione, capire perché lo facciamo e perché dobbiamo farlo.
Quando poi ci dedichiamo alla composizione di musica propria siamo poco critici con il nostro operato (questo deriva spesso dallo stress della creazione di un brano), viviamo in un certo qual modo fuori dal mondo ed ignoriamo il fatto di essere schiavi degli stessi dei che ci hanno creato (i gruppi che ci invogliano a suonare perché fighi o quelli coverizzati perché fighi). La nostra roba è bellissima! (ci sono poi quelli più obiettivi che fanno milioni di ritocchi ad un pezzo, il pezzo verrà comunque una cagata, ma ci avranno messo anni)
Comunque vada abbiamo un pezzo e lo incidiamo, o lo facciamo col computer dell’amico che s’è scaricato cubase e ancora non c’ha capito granché (ma dopo ore di bestemmie presenta anche un lavoro sufficiente), oppure, se abbiamo racimolato parecchi soldi con la coverband (o magari con la paghetta di babbo che lavora in banca), si parte verso il mitico studio di registrazione. I primi giorni sono d’euforia… se avanzano i soldi lo andiamo anche a stampare con tanto di serigrafia sul cd… (ci chiederanno il bollino siae … ma non è obbligatorio come vogliono farvi credere… ne parleremo nelle prossime puntate di questa rubrica). Ok, dopo averlo venduto ai soliti seguaci/sfigati del caffè che se va bene ci appoggeranno la moretti o lo metteranno a riposare tra la raccolta dei Queen e quella dei Nomadi (sperando,almeno, che siano i Nomadi vecchi e non la cover band che gira adesso con quello stesso nome) iniziamo la distribuzione nei pubS… Nel caso in cui il gestore del locale ascolterà il cd ci sono ottime possibilità che non lo capirà, che ne avrà paura e v’inventerà una cazzata… più semplicemente la maggior parte delle volte appena dite “facciamo pezzi nostri” lui penserà al registratore di cassa ed avrà già scelto di non farvi suonare, al di là di quello che predicherà. Ok, questo finché riguarda il gruppetto di merda che fa finte cover fatte male… non è poi un gran problema… ma finora abbiamo volutamente tenuto fuori il lato più romantico della cosa: c’è gente che, oltre al voler suonare, DEVE suonare! Deve perché magari ha veramente qualcosa da dire e questi sono i cosiddetti artisti (diffidate da chi vi dice “io sono un artista” quelli sono i peggiori …bbrrrr brutte compagnie!… E per l’arte vi fotteranno pure, in qualche maniera). Gli artisti li riconoscerete perché vi daranno qualcosa in più di una superba esecuzione… se qualcuno si chiedesse ora: bah, forse non ne ho mai trovati? Probabilmente risponderei che è vero… ma non perché non ci sono …ma perché non hanno spazio per suonare… perché c’è gente che non ha voglia di ascoltare, che ha paura di cose diverse (questo è uno dei mali sociali peggiori, la paura del diverso/sconosciuto ha fatto fare un sacco di errori al genere umano)… e perché queste cazzo di coverband le troviamo dappertutto. Cosa fare? Boicottate, ad esempio, i locali con le coverband… andatevi a vedere gli artisti originali, se proprio vi piacciono tanto… io, dal canto mio, non posso far altro che scrivere a caratteri cubitali (mi raccomando signorina dell’impaginazione qui ci vanno caratteri + grandi del solito!) I LOCALI CHE FANNO SOLO COVER BAND SONO UNA MERDA… CHI CI VA È UNO SFIGATO… e LA BIRRA COSTA TROPPO!!!

L’angolo della posta:If you wanna form a band and have a review

Prologo:NooZ vs Malìa Questo mese iniziamo con un bel papiro di critiche al critico… non è il primo e sicuramente non sarà nemmeno l’ultimo, però, probabilmente, è uno dei più logorroici … (vi rendo partecipi di uno spaccato della mia vita per farvi capire quanto è duro il lavoro che faccio…) Malìa è un gruppetto di fanciulli a cui non è piaciuta una mia recensione, sicché si son sentiti in dovere di scrivermi… di scrivermi una cosa lunga e meno comprensibile di quello che scrivo io quando mi arrampico con le parole in maniera sconclusionata e senza mettere una virgola! La micro recensione che ha causato “‘sta cappella” che vi leggerete (mal comune…) è la seguente.
La recensione: “Questi Malìa offrono un progetto particolare: un DVD spacciato come Digital Video Demo. Sinceramente è la prima volta che mi capita di recensire un demo su dvd… ah, la tecnologia! Un unico brano… però infarcito con video, testi, biografie di chiunque, ma rimane: solo.un.solo.pezzo. Solitario.solo.soletto… e nemmeno dei più riusciti: troppo lungo e ripetitivo. Girato probabilmente in una discoteca/pub che raccoglie quindicenni la domenica pomeriggio. È un brano in battuta, uno di quelli da ballo infarcito di rapide scale alla chitarra ed un po’ di elettronica… insomma, i Subsonica in fasce. “ effettivamente non è una gran recensione, figlia del post M.E.I., il che significa: troppa roba e troppo poco tempo. Vabbè, in questi casi, comunque, si deve scrivere pur qualcosa e ricordo che, in quel caso, non ero affatto invogliato nel farlo. Succede infatti che nello scrivere una recensione si abbia uno stimolo particolare nel voler parlare di qualcuno… perché ci ha colpito, perché ci piace o perché è semplicemente qualcosa di bello e meritevole… poi ci sono le stroncature e queste si dividono in due branche: una quando il prodotto sottoposto a giudizio è talmente orrido da darti lo stesso stimolo di un capolavoro, ma nel maltrattarlo; l’altra quando il disco è talmente moscio ed anonimo da scoglionarti anche nello scriverne. Allora la domanda è: perché lo recensisci ugualmente? Beh, le risposte che mi sembrano ovvie per qualcuno non lo sono: uno, perché la pagina in qualche maniera bisogna pur completarla (e questa è una battuta per chi non lo capisce… ok, mentisco malamente, lo so) e le divagazioni poetiche mi sembrano inutili; due, perché se non recensisci un disco poi il gruppo, tantotanto convinto della sua validità, scassa i coglioni alla redazione e a te tempestandoti di email. Poi c’è “lo scarica barile”, che fa parte del nostro dna italiano: per esempio, anche recentemente ho passato ad un nuovo collaboratore dei dischi “brutti”, ma, ovviamente, sono insopportabili anche per lui e si ritorna al punto di partenza, il gruppo scassa i coglioni alla redazione, ecc… ma intanto leggiamo cosa accade quando si fa una recensione di merda di un prodotto di stessa fattura.

La lettera:
Spettabile redazione di "Musicclub",
chi vi scrive è il gruppo musicale Malìa… spacciatori di Digital Video
Demo..
Pochi giorni fa è con immensa gioia che un nostro amico di Roma ci ha
mandato una scansione della recensione che avete eseguito sul nostro
modestissimo prodotto e, con un po’ di stupore, ci siamo domandati se
effettivamente quest'articolo era stato scritto da voi (vedi musicclub di
gennaio, pag. 42, scritto non so da chi…).
[NooZ]: NooZ è il nome della rubrica… sullo spazio autore c’è scritto NooZ, quando hai fatto “invia un commento” dal sito di music club hai cliccato su NooZ… indovina chi l’ha scritta?
Noi accettiamo tutte le critiche possibili ed immaginabili di questo
pianeta, [NooZ]: si vede ah ah ah ah purché esse siano costruttive ed aiutino gruppi emergenti come i nostri a migliorare il proprio stile musicale, a ricercare nuove idee e
buone proposte da portare in pubblico ma, a mio avviso, forse avete anche
preso alla leggera il nostro video. [NooZ]: …la prossima volta te la fai da solo la recensione, allora. Aiutare i gruppi emergenti non significa aver riguardo per tutti i non professionisti solo perché tali.
Il motivo? Ve lo spiego subito…
Innanzitutto un DVD SPACCIATO COME DIGITAL VIDEO DEMO… cosa significa???
[NooZ]: Che la sigla DVD invece di essere digital versatile disc (qualcuno dice digitali video disc… bah, scuole di pensiero!) diventa digital video demo coniando un ulteriore nuovo modo di intendere una sigla già conosciuta… beh, questa era una cosa simpatica… sarete mica come quei “facistoni” che non capiscono le battute?
Da premettere che nessuno spaccia DVD in maniera tale da poter
fraintenderne il prodotto, non è mai stato venduto, è stato solo
presentato a case discografiche e/o altre riviste specializzate (o meno)
come la vostra.
[NooZ]: Mmmhhh, me sa che siete proprio “facisti”… era un modo simpatico di dire… e voi credete di essere imputati per la legge fini… fraintenderne il prodotto…ma vààààà!
Allora ve lo spiego io, è un DVD "fatto e creato in casa" … infatti è
appartenente alla tecnologia digitale, è un video.. ed è semplicemente un
demo [NooZ]: mi prendi per scemo?
che ha portato a battesimo la nostra prima canzone; girato in tutta
fretta tra l'altro poiché con una certa urgenza doveva essere presentato
ad un concorso…
A seguito voi scrivete SINCERAMENTE E' LA PRIMA VOLTA CHE CAPITA DI
RECENSIRE UN DEMO SU DVD AH, LA TECNOLOGIA!
Su queste righe di sarcasmo onestamente i commenti sono minimi, superflui,
ed anche inutili.. avete colto pienamente il nostro messaggio…non era di
sicuro quello di farci notare no, l'abbiamo fatto per amore della
tecnologia… quei poveri ignari 5 ragazzotti aquilani… credevano che fare
un video per un brano poteva essere qualcosa di diverso anche solo
minimamente ammirabile per lo sforzo… abbiamo sbagliato?
[NooZ]: Ma che cavolo stai dicendo uillis? Ammirabile lo sforzo? Ma che volevi un commento da ipocrisia scolastica del tipo “il ragazzo è intelligente, ma non si applica” ma messo come “il ragazzo si applica, ma è un imbecille”?
Chi può dire se è sbagliato? Certo, avessimo avuto i soldi di altri personaggi ci saremmo
potuti permettere anche noi un video colmo di mirabolanti effetti
speciali.. passaggi a ciclo continuo su Mtv Radio e tutto il resto (e anche
qualcuno che scrive le canzoni per Noi…visto, che purtroppo c'è anche
chi fa di queste cose..) ma invece no, siamo semplicemente 5 ragazzi che
si spremono e cercano di buttare il sangue su quello che fanno con l'amore
per la musica… [NooZ]: ho visto video musicali fatti con un limitatissimo budget che erano belli… avevano almeno qualcosa da dire e non scimmiottavano “male” un video da mtv (visto che l’hai tirata in causa). Ragazzuoli, qui si perde l’obiettivo… il problema non è la tecnica sono le idee…
la cosa peggiore è LA LEGGEREZZA CON CUI VENGONO SCRITTE
LE VOSTRE OPINIONI che i Malìa accettano e comunque ne faranno tesoro,
non avete neanche letto il messaggio all'interno del DVD…se qualcuno di
voi avesse visto la storia del video (inserita all'interno del menù)
avreste certamente notato che è stato realizzato con una spesa di 80
euro…girato proprio dentro un PUB / DISCOTECA e se tanto lo volete
sapere anche in un TERMINAL BUS e IN UN PIAZZALE DI UN CENTRO COMMERCIALE.
[NooZ]: embhè? Guarda che se devo trattar male i grupponi non mi tiro certo indietro… eh eh eh eh… leggiti una mia vecchia recensione del primo album delle vibrazioni… non è una questione di soldi o di produzioni.
Comunque non credere che un’analisi musicologica del pezzo migliorerebbe la situazione… anzi.
.non volevamo certo realizzare un DVD DOPPIO LIVE come si possono
permettere tanti gruppi famosi…si sa quali sono i costi anche solo di
registrazione, immaginiamoci di più video.
Poi, un solo brano…un unico e solo brano SOLO SOLETTO…ma cosa vuol
significare?Anche qui continuo a stupirmi poiché se per caso non l'aveste notato
possediamo un sito internet…e, anche solo "SPRECANDO 5 MINUTI" del
Vostro preziosissimo tempo, potevate notare che in effetti non abbiamo un
solo brano che si sentiva così abbandonato perché non accompagnato da
altri video, ma bensì in cantiere abbiamo più di 10 brani propri
accompagnati da altrettante cover (vi faccio notare che la nostra
formazione risale ad un anno di vita circa)… [NooZ]: non è questione di sprecare 5 minuti, che pure credo di aver sprecato, effettivamente… ma che palle.. te sei fissato?
Scusate, ma cosa pretendavate un DVD con 10/12 video?
[NooZ]: Che invece di fare un video brutto su DVD sarebbe stato meglio fare un disco mediocre su cd.
Leggendo all'interno il foglio di presentazione noi stessi lo definiamo
come MODESTA COSA PROBABILMENTE, SENZA PRETESTI O ECCESSIVE PRETESE MA PUR
SEMPRE UN INIZIO…NON AVANZIAMO PRETENDIMENTI…eppure avete dato
totalmente un altro senso a ciò che vi volevamo presentare…
[NooZ]: beh, se m’è giunto ‘sto dvd si vede che volevate mettervi in gioco, una recensione è una valutazione che si richiede a qualcuno… in questo caso io.
Poi…il video è INFARCITO con video, testi, biografie di chiunque (?!)
. la canzone "in battuta" è INFARCITA di scale di chitarra…
[NooZ]: ok, qui hai ragione… la ripetizione “infarcito” è bruttina , però nella lettura veloce della recensione nemmeno ci si fa caso… c’è una certa sincronia ritmicopoetica in certi punti. Poi il bello di “infarcito” è che ha quel non so che di unto…
MA STIAMO SCHERZANDO?
[NooZ]: no, ci stiamo prendendo troppo sul serio…
Avete mai preso in mano un DVD originale di qualsiasi artista?
Credo che comunque sono presenti i dati di chi ha girato il video…di chi
ha creato il DVD da zero…oppure no?
"La biografia di chiunque"…scusate se 5 persone sono quelle che suonano
e 2 ci hanno dato un mano nelle riprese…
[NooZ]: beh, dando un’occhiata anche al vostro sito ho visto che puntate molto sulle info su ogni singolo musicista… come se a qualcuno (oltre a voi) fregasse qualcosa di Alessandro che suona nella banda del paese, del fatto che i genitori hanno regalato ad Andrea una tastiera giocattolo da piccolo, di Ivan che è nel coro, ecc… ‘ste cose appartengono ai grupponi con super produzioni e milioni di fans a seguito… agli stupidi fans di britney spears, per esempio, interessa veramente sapere quando la loro beniamina ha acquistato il primo reggiseno. Sono questi che volete?
in effetti si, per un singolo misero brano potevamo anche mettere un treppiedi e suonare da soli davanti la telecamera, fare una bella copertina con un foglio in bianco e lasciare
immaginare a qualcuno chi l'avesse suonato e girato.
[NooZ]: che fai, tratti male il minimalismo?
La cosa che non capisco è perché invece di dare buoni consigli per i
gruppi emergenti scrivete in maniera quasi seccata 16 righe sparando su
ogni cosa.
[NooZ]: beh, tra le righe v’era un consiglio… sta a voi carpirlo.
Per quanto riguarda i Subsonica in fasce…siamo lieti del complimento,
anche loro sono pur nati…attenderemo lo svezzamento volentieri.
[NooZ]: non era un complimento.
Vi ringraziamo innanzitutto per il tempo speso a leggere le suddette righe
Attendiamo una vostra risposta
ps : avremmo il piacere di sapere comunque chi ha eseguito la scrittura
dell'articolo
A presto
Malìa
[NooZ]: non lo saprai mai ahr ahr ahr…

Si conclude qui la nostra prima puntata… spero che tutto questo inchiostro sia servito a qualcosa, spero che oltre alle parole buttate là sia stato colto quel qualcosa che emerge dalle righe… Il mondo della musica è una merda su tela.
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PUNKREAS “quello che sei”

lunedì, marzo 28th, 2005

punkreas PUNKREAS “quello che sei”   from nooz.it

Punkreas
“quello che sei”
v2/edel

Mi giunge a casa un frammento di scatolone delle fettuccine integrali iris decorato a mano. Da una parte un cane ed un gatto, dall’altra un minaccioso, ma fortunatamente breve, comunicato:
CIAO QUI INVIAMO NOI DAL PIANETA CANO IL DISCOBOLO PUZZONE DEL Più GLANDE GLUPPO DI TLENTO:CANE:DIZ IZ DA TRUE TLENTO SAUND! BAU BAU BAU GRAZIAE FIDO. Hey Nuz! Ma che stai a di’? Questa non può essere la recensione del nuovo disco dei Punkreas!!! Ed infatti non lo è!!! ah ah ah ah… perché fare ciò? Ovvio, Punkreas è un nome di richiamo! Sono noti e lo sprovveduto lettore, che solitamente non leggerebbe queste mie righe, stavolta le legge interessato al suo gruppetto “punche” preferito e dice: “chissà miusiclub che dice dei miei amati punkreas”!? Poi c’è l’altro lettore, che magari scruta ogni tanto queste righe, ma non legge tutto, e per lo più dice: “invece dei soliti gruppi sconosciuti fammi leggere cosa scrive Nuz di questa band che ben conosco”… insomma, alla fine poca gente leggerebbe la recensione di un gruppo chiamato Supercanifradiciadespiaredosi che magari meritano più attenzione dei ben più conosciuti Punkreas. Tornando alla recensione, questi Supercanieccetera sono probabilmente il miglior gruppo di trento… solitamente non mi fido di quel che dicono i gruppi nelle pergamene allegate, ma questi hanno qualcosa per farsi notare. Il dischetto ha un artwork fantastico che già lo rende interessante, ma il vero punto di forza dei Supercani sono i testi! Splendidi esempi del “non c’abbiamo un cazzo da dire, ma almeno non facciamo finta di essere impegnati!” così ci troviamo di fronte a delle perle tipo “uououououognignignignigni” (tratto dal primo brano “ignigni”)… o il brano ‘Assatanatismo’ riassunto dagli stessi come il ‘cosa’ ci spinge a fare musica, che in ordine d’importanza è: la fica e satana!… beh, magari non riesco a farvelo capire bene, ma ‘sta roba è fantastica! Il nonsense è un filo conduttore che attraversa tutte e sedici le tracce dell’album. Un piccolo capolavoro di liriche!… e di interpretazione delle stesse! La parte dolente (sia chiaro, dolente rispetto alla grandezza dei testi… in giro c’è di molto peggio) riguarda forse la composizione dei brani: un po’ troppo acerba e che non definisce bene il sound del gruppo roteando tra crossover finto primus, blues da lezioni private, qualche simil metal e ‘n po’ de hardcore… insomma, un chiaro spaccato del cazzeggio in salaprove per un gruppo alternative… mi sarei aspettato di meglio, considerando anche l’ottima registrazione. Non è un capolavoro imperdibile, ma, considerando quello che si trova in giro, è anche troppo un buon prodotto. Mi aspetto grandi cose dal miglior gruppo di Trento.
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SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI ”Mondo Cane”

lunedì, marzo 28th, 2005

supercanifradiciadespiaredo SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI ”Mondo Cane”   from nooz.it

Supercanifradiciadespiaredosi
”Mondo Cane”
(Gattofono Records)

Bene, se stai leggendo questa come la prima recensione della pagina o sei uno dei Supercanieccetera o sei un fan dei Punkreas che vuole finalmente leggere la recensione dei punkreas saltando il mio ignobile trucco (se sei un supercane o semplicemente interessato a questi, leggiti la recensione dei punkreas… ho fatto uno scherzino ihihihihih!). vabbè, basta, è ora di fare il serio! Parliamo finalmente de ‘sti Punkreas. È uscito il disco nuovo, bisogna parlarne un poco… s’intitola “quello che sei”… nel foglio allegato per la stampa viene definito ‘il miglior disco dei punkreas’… mmmhhh no dai! Nel senso che si sminuiscono troppo gli altri album, non lo meritano. Considerando che questo “quello che sei” risulta piuttosto svogliato nelle idee. Ottimamente registrato è un disco di chiara scuola californiana, sia nei suoni, sia negli arrangiamenti (NOFX e soci ripresi qua e là fanno scuola…). Purtroppo dall’ascolto traspare un certo utilizzo di cliché punkreatici… ormai i nostri hanno una buona idea del pubblico che li acclama e sanno come renderlo felice. Beh, ciò significa che spesso già sappiamo cosa sta per arrivare, sia nella composizione sia nei contenuti. In ‘fratello poliziotto’ la mitica rima ‘puoi lavorare come un mulo o più semplicemente andartene affanculo!’ che farà godere spalti di gente ai concerti… ma che palle… possibile che qualcosa di più originale non gli passava in mente??? Nulla di nuovo sotto il sole, anche qui la canzone su satana ‘Satanasso’ in finto metal… lo hanno fatto anche i supercani qui sopra… ma hanno espresso meglio il senso… (eh eh eh) i punkreas pare che ci stanno seri, se non fosse per quel bù in ‘belzebù …bù!’ che rende il pezzo ridicolo (non dimentichiamo poi la parte al contrario ‘ananas è oid anatas’)!… uffa… dischetto divertente per i fan che lo ameranno… come al solito… uffa… poche idee per questo punk da major. Alcuni brani risultano quasi insopportabili, come “chirurgo plastico”: ma chi gliel’ha fatto fare di scrivere una canzone così? “vietato” una specie di reggae (molto in voga tra i giovani alternativi), ma una palla terribile per quattro minuti su cinque e trenta… uffa… in allegato un ulteriormente pallosissimo DVD in cui il chitarrista dei punkreas spiega la storia del proibizionismo… ‘na cosa originale, insomma… uffa, che palle… eppure, nonostante quanto detto finora, i punkreas mi stanno simpatici. Mi tocca attendere il prossimo disco, sperando che stavolta non sia il migliore… !Ocsid otS inoilgoC ehC annaodaM aN aM
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OSHINOKO BUNKER ORCHESTRA “o.b.o.”

lunedì, marzo 28th, 2005

oshbunkerorchestra OSHINOKO BUNKER ORCHESTRA “o.b.o.”   from nooz.it

Oshinoko Bunker Orchestra
“o.b.o.”
anti-dot/audioglobe

Due terzi della band apparteneva ai De Glaen band dal rock non troppo ortodosso che accompagnò in un progetto lo scrittore giovane per i giovani Enrico Brizzi… fine della bio, passiamo ai fatti. Essendo questo il periodo del postrock siamo sommersi da prodotti del genere… spesso molto simili o con lievi differenze, questo è un disco postrock. Un bel disco, di quelli che sono un mondo, invece di appartenere ad un mondo. Beh, qualche richiamo ai Fugazi è sempre presente (credo che nemmeno gli stessi Fugazi avrebbero mai immaginato d’influenzare così tanta gente con il loro operare…). Molto bello il secondo brano ‘OSS’, ma forse troppo lungo… il gruppo comunque ha la chiara intenzione di riempire bene i 74 minuti disponibili e questo lo si nota da tre brani (di cui uno segreto) che si aggirano attorno ai 10 minuti l’uno! anche questi belli, ma indubbiamente impegnativi. Oh, accidenti, questa rischia di diventare una rubrica di post rock!… facciamo così, le prossime recensioni le intervalliamo con qualcos’altro …tipo…
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THE GRUDGE

lunedì, marzo 28th, 2005

the grudge THE GRUDGE   from nooz.it

The Grudge Sony pictures/emule Dall’avvento di “the Blair Witch Project” qualcosa nel cinema di mainstream è cambiato. Gli studios si sono ricreduti sul fatto di utilizzare dispendiose risorse economiche per incredibili effetti speciali. Si sono accorti che per mettere paura bastano quattro soldi ed un abile montaggio per fa immaginare e mai mostrare ‘l’evento pauroso’. Maestri in questo stile sono i Nipponici, sicché, da qualche anno a questa parte, siamo costretti a sorbirci il peggio della produzione del sol levante (coverizzata dai mangia hamburger). Era questo il caso di “the Ring” che vanta anche un remake hollywoodiano, pessimo quasi quanto l’originale. Bene, oggi è il turno di “the Grudge”, un filmettino guidato dal giapponese Takashi Shimizu e pensato direttamente per il mercato occidentale (utilizzando comunque molte componenti del cinema nipponico, un ‘nippocinema light’, per occidentali). A far sì che il pubblico ‘stolto’ s’interessi un minimo al film c’è il nome dell’attricetta americana di turno, Sarah Michelle Gellar, molto in voga recentemente grazie al serial/polpettone di vampiri teenager Buffy. La trama è scontata e non oso soffermarmi oltre. Le trovate ‘paurose’ che dovrebbero far sì che il pubblico all’uscita del cinema esclami “accidenti è un film di paura!” sono poche, ovvie anche loro e mal distribuite lungo la durata del film. Insomma un film da evitare come la peste che può piacervi solo se siete dei fans sfegatati di ‘Buffy’ e volete vederla in una prestazione inespressiva come solo Russel Crowe ne “Il Gladiatore” era riuscito finora a regalarci… ma lì, almeno, c’erano tonnellate di effetti speciali. !

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FOURIRE “ridono di più”

lunedì, marzo 28th, 2005

fourire FOURIRE “ridono di più”   from nooz.it

Fourire
“ridono di più”
nhq

Fourire in dialetto francese significa qualcosa come “folle risata”. Il gruppo proviene dall’Emilia ed è frutto della fusione tra due gruppi che in precedenza si supportavano. Sin dal primo ascolto questo “ridono di più” sembra un prodotto serio, ben strutturato, che sembra voler virare le sonorità postrock verso un ambito quasi cantautorale… un po’ come certi lavori dei Marlene Kuntz o degli Afterhours… Ne ‘l’abbraccio’, ad esempio, la voce stirata su alcune vocali ricordano lo stile di Agnelli (Manuel). Nonostante ciò, i Fourire non li sbatto nel calderone dei figli del nostro tempo, quelli , per intenderci, che cercano solo di emulare i sopraccitati. A salvarli credo sia principalmente la varietà delle influenze anglofone e la citazione non spinta delle stesse… ora non vi annoierò con una lista di gruppi che già immaginate… non ce ne sarebbe nemmeno ragione. Alcuni dischi registrati in studio suonano anche live… difficile da spiegarsi, ma da questo prodotto in studio si sente una certa grinta live.. strano …beh, un bel prodotto… se non fosse per quelle citazioni canore.
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